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Non sarebbe fantastico avere degli spunti utili e immediatamente applicabili su come migliorare la tua vita a 360 gradi??
E non sarebbe ancora più favoloso se questa guida fosse gratuita???
Se sì, scarica subito l'ebook Una vita fantastica!

Titolo: Lettera da Babbo Natale.
Autore: Andrea Bizzocchi, Stefania Scalone.
Argomenti: fiaba, ambiente.
Editore: Macro Junior.
Anno: 2011.
Dove lo trovi: qui.


Il libro oggetto della segnalazione di oggi è un po’ speciale.
Non è un libro di crescita spirituale, e non è nemmeno un libro su legge di attrazione o argomenti affini, bensì una specie di favola moderna, scritta sia per i grandi che per i piccini, molto attenta alla tematica ecologista e al rispetto della natura.

Mi riferisco a Lettera da Babbo Natale, scritto da Andrea Bizzocchi e Stefania Scalone e pubblicato da Macro Junior, la collana di Macro Edizioni dedicata ai testi di crescita personale per i più piccoli.

L’idea di fondo di Lettera da Babbo Natale è questa: questa volta a scrivere la famosa letterina non saranno i bambini, ma Babbo Natale stesso, che si prodigherà nel proporre ai tanti bambini suoi “clienti” una festa allegra e felice… ma anche attenta alla natura, all’ambiente e al pianeta intero.

Lettera da Babbo Natale in sostanza è una moderna favola educativa, piena di idee e arricchita da numerose illustrazioni, con tanti suggerimenti per regali originali e non lesivi dell'ambiente.

Questo perché è importante rispettare il pianeta che ci ospita in tutti i periodi dell’anno, anche nelle feste natalizie…
… spesso invece dedicate a un consumismo piuttosto vuoto e sprecone.

È il caso dunque che fin da piccoli ci si dedichi a festeggiare più dentro che fuori, in totale rispetto degli altri e dell’ambiente in cui viviamo.
In questo senso, Lettera da Babbo Natale di Andrea Bizzocchi e Stefania Scalone è un bell’acquisto (poco costoso, tra l’altro) per la propria famiglia o per fare un regalo (e, a proposito di regali e di pensieri, molto carina l’iniziativa collegata al libro delle cartoline elettroniche gratuite).

Lara Laguna

Titolo: Il libro del respiro.
Autore: Max Damioli.
Argomenti: salute, benessere, sviluppo personale.
Editore: Edizioni L’età dell’acquario.
Anno: 2010.
Voto: 6.5.
Dove lo trovi: qui.


Dopo svariati anni dedicati al miglioramento personale (iniziano ad essere tanti, in effetti… e spero di essere migliorato almeno un po’!), sono giunto alla conclusione che il respiro sia una delle pratiche più potenti per la propria crescita e il proprio benessere.

Per giungere a tale conclusione, in effetti, non servono neanche degli anni, ma la semplice osservazione per cui le discipline evolutive più importanti hanno sempre contemplate una qualche gestione del respiro, dalla meditazione allo yoga (e non sarà un mero caso).

D’altronde, e anche questa riflessione è semplice, il respiro è fondamentale, molto più del cibo o dell’acqua (anch’essi comunque discretamente importanti…), e ha influssi profondi tanto sulla nostra salute quanto sulla nostra emotività. Su tutto, dunque, ragion per cui varrebbe la pena curarlo…

… ma con criterio, e affidandosi a un esperto di qualche disciplina seria.

Il libro di oggi si occupa proprio di respirazione, è di Max Damioli e s’intitola Il libro del respiro.
Chi segue il sito con costanza, oltre a dimostrare di essere persona saggia (!), si ricorderà che di recente ho citato Max Damioli (il cui vero nome è Massimo Pietro Damioli) per il corso IO - Inside Out, in cui ha fatto da presentatore e ha sintetizzato alcuni punti del suo percorso di crescita personale, tra cui proprio il respiro.

La sua Scuola di Respiro Skills si basa in sostanza sulle sue esperienze precedenti in ambito rebirthing, vivation e transformational breath, fuse poi in modo personale in base alla sua sensibilità ed esperienza.

Ne Il libro del respiro Max Damioli, più che iniziare il lettore a qualche tecnica di respiro, sintetizza il fenomeno e i perché del fenomeno, sottolineandone la grande importante a livello di benessere personale.

In questo senso, il libro più che un testo di sviluppo personale è un convincer-promo, fatto comunque assolutamente comprensibile considerando che le tecniche di respirazione sono qualcosa di estremamente concreto, di cui non bisogna parlare ma di cui bisogna avere esperienza, come sottolinea lo stesso Max Damioli.

Il libro peraltro è piuttosto breve: circa 150 pagine di testo, utili come detto a fornire un’introduzione, ma non certo l’esperienza descritta.
Da sottolineare la presenza a fondo volume di una bibliografia che da sola varrebbe l’acquisto del libro, accompagnata da una filmografia altrettanto ottima (tra i film suggeriti, What the bleep do we know?, Al di là dei sogni, Ricomincio da capo, mentre tra i libri ricordo Conversazioni con Dio, Il gabbiano Jonathan Livingston, Siddharta).

Nel complesso, Il libro del respiro è un testo utile, che certamente da solo non farà la differenza nella crescita personale del lettore, ma che potrà dargli un utile indirizzo qualora egli volesse percorrere la strada del respiro.
Confermo inoltre il mio gradimento nei confronti di Max Damioli, che anche dal contorno (libri, film, corsi fatti, etc) mostra di essere un sincero ricercatore e diffusore del miglioramento personale.

Fosco Del Nero

Titolo: Luigi del deserto - Volume 2 - Il viaggio interiore (Louis du désert – Tome 2 - Le vouyage intérieur).
Autore: Daniel Meurois-Givaudan.
Argomenti: akasha, spiritualità, esistenza
Editore: Centro di Benessere Psicofisico.
Anno: 2001.
Voto: 8.
Dove lo trovi: qui.


Come ho scritto nella recensione di base, Luigi del deserto - Volume 2 mi è piaciuto molto: tanto il libro primo era stato appassionante e avvincente, quanto questo è stato importante dal punto di vista spirituale, veramente denso di contenuti e di spunti.

Senza perdermi troppo in chiacchiere, ve ne propongo qualcuno sulle riflessioni di Luigi Capeto, divenuto, nell’ordine, Luigi IX, San Luigi, Pellegrino e Saubhiya.

Cominciamo con una riflessione di Luigi sulla convinzioni e le abitudini personali.
“Laggiù, in quel punto per me anonimo della carta di un mondo di cui ignoravo quasi tutto, potevo finalmente ritrovarmi e meditare. Non c’era una chiesa, nemmeno una cappella per potermi aggrappare e lasciarvi i miei pensieri, ed era proprio questo a rivelarsi improvvisamente meraviglioso. Privato dei canti e dei riti cristiani, mi sembrava di diventare… più cristiano, il cuore mi faceva male a forza di dilatarsi e anche quella sensazione era straordinaria.
Coperto di polvere e di rugiada, un mattino mi svegliai con una curiosa frase sulle labbra: “Ma le chiese sono costruite per gli increduli! Sono come le leggi, che esistono soltanto perché ci sono degli impostori, dei ladri e degli assassini! Sono state inventate solo per quelli che non sanno percepire la presenza del Divino in tutto ciò che esiste, né il giusto ordine delle cose del mondo... è evidente!”
Questa presa di coscienza scatenò in me più di uno sconvolgimento: una vera rivoluzione. Se i riti di cui avevo circondato la mia fede potevano improvvisamente svanire senza che quella stessa fede vacillasse, allora mi trovavo sull’orlo di una mutazione. Ma quale?
[...] Non era la mia fede ad essere in crisi, ma le mie credenze, cioè tutti quei piccoli punti di riferimento che la mia vita di cavaliere e poi di re molto cristiano aveva creduto indispensabili per la limpidezza dell’anima.
[...] La cosa che più mi turbava era che il mio essere profondo stava a meraviglia. Il mio cuore si manteneva puro, forse era persino più trasparente di un tempo.”

Ed ora un spunto sulla diversità e sui punti di vista.
“Tutto ciò fece salire in me un’emozione completamente nuova. Non era più fierezza quella che provavo, ma semplicemente felicità. La felicità di essere lì e soltanto lì, nel momento presente. Senza protocollo, senza privilegi, soltanto con degli essere umani, in una vera famiglia.
“Che sia questa la vere religione?”, mi dissi alla fine, mentre li guardavo danzare, “La religione della dolcezza e della condivisione, quella che racconta da sé l’essenziale di ciò che dobbiamo sapere… perché cercare qualcos’altro? Se Messer Gesù fosse qui”, continuavo, “cosa direbbe a questi uomini che non sappiano già? Insegnerebbe loro il Suo nome e quello di Suo Padre? E poi? Non sono sicuramente le sonorità di un nome, la forma di una chiesa o il disegno di un simbolo a rendere migliori. Questo l’ho capito da tanto tempo.
Allora, cosa sono venuto a fare qui? A convertire dei barbari? Tutti quelli che ho incontrato finora, da cuore a cuore, si comportano come dei buoni cristiani! Messer il Papa replicherebbe che bisogna insegnar loro la verità di un dogma, comuncar loro i benefici redentori dei nostri rituali e delle nostre preghiere, ma…”
Quel ma rimase sospeso nella mia coscienza per lungo tempo, per giorni, settimane e mesi. Non partorì facilmente la sua argomentazione,perché questa avrebbe potuto facilmente mettere a nudo l’ostacolo costituito da un intero edificio, quello di una fede che si era irrigidita fino a una tirannica esclusività.
“Sì”, constatai, frastornato dal flusso coerente dei miei pensieri, “se Nostro Signore fosse l’unica via e l’unica verità di cui bisogna impregnarsi, allora com’è possibile che questi uomini abbiano potuto crescere in armonia?”
Quello era un enigma da risolvere, perché non mi potevo rassegnare all’idea che coloro che mi accoglievano in quel modo fossero destinati per sempre alle fiamme dell’inferno. Qualcosa di diverso e che non conoscevo li aveva battezzati nel nome della bontà. Era impossibile dubitarne!”

Adesso arriva nientemeno che un “dialogo divino”.
“Vi aspettavo, Messere, confidavo nella vostra benedizione!”
“Non l’hai già ricevuta molte volte quella benedizione? Ora tocca a te distribuirla. Non hai certo deposto la tua corona per riempirti di altre ricchezze, non vero? Guarda le tue mani… cosa ne stai facendo? Oh, sì, le sai unire per pregare, lo vedo! Solo che non sono io ad averti chiesto di unirle così.”
Non capivo e mi vergognavo di essere così lento.
“Non devo pregarVi?”
“E tu credi che io esista affinché la gente faccia roteare continuamente delle preghiere intorno al mio nome? Credi che io sia un fine?”
“Mio Signore, Voi siete…”
“Io sono Ciò che voi tutti siete chiamati ad essere, un Soffio che andrà sempre più lontano! Io non sono mai presente in ciò che si blocca. Accompagno nel movimento ogni piede che osa compiere un vero passo e ogni mano che si scosta dall’altra per accogliere ciò che viene. Allora esci dalla tua roccia, Pellegrino, e usa ciò che ti è stato donato! È venuto il momento di aprire le tue braccia e il palmo delle tue mani!”
“Ma come, Messere? Cosa devo fare?”
“Finalmente me lo chiedi! Ascolta. Intorno a ogni essere vivente c’è un vapore luminoso. Non è proprio un corpo e nemmeno veramente spirito, ma un ponte tra questi due. Ora devi superare quel ponte! Appoggiaci le mani e, fondandoti sul tuo cuore, raggiungi l’altra riva. È la che troverai la forza di guarigione, un soffio, il tuo soffio, il Soffio. Quello che è amore. Allora portalo con te, illimitatamente, poi ripassa il ponte e offrilo, sena dubitare. La guarigione si stabilirà lì, sulla punta delle tue dita.”

Un altro dialogo divino, questo meno pratico e più esoterico.
“Sì. Lui è un po’ di me dentro di te, un po’ dell’Eternità che scopri goccia a goccia.”
“Ma Voi chi siete?”
“Io sono mille volti, come tu sei mille volti. Io sono Dio che si è smarrito tra gli uomini e sono tutti gli uomini che si sono ricordati di essere Dio. Sono stato Toyacatli, Yasmuni, Giosuè, Eliseo, Gesù, Apollonio, Tamanuja e tanti altri. Sono stato colui che discese sulla coscienza di Maometto e gli dettò le Sure. Sono soprattutto colui che parla nell’Istante e ch non ha più altro appellativo che quello di spezzacatene!”
Un velo si stava lacerando nel suo centro. Di colpo comprendevo tutto… tutto! Esattamente come se la mia anima conoscesse da sempre la successione dei nomi che aveva enumerato. Tra di loro uno solo mi fece reagire.
“Maometto?”, dissi, “Dunque siete Voi a parlare attraverso Maometto?”
“Gli ho mormorato all’orecchio e gli ho tenuto la mano quando tracciò le sacre Parole. Lui e io siamo figli della stessa Stella, come tutti quelli che hanno colto in se stessi la perla dell’Istante. I Figli delle Stelle sono gli uni il prolungamento degli altri e si offrono al Sole al di là dello scorrere del Tempo.”

E infine un dialogo tra Luigi e una donna albigese (gli Albigesi proclamavano una fede che fu definita eretica, e per questo furono perseguitati e sterminati per ordine dello stesso Luigi molti anni prima del dialogo).
“Dimmi, Eslarmonde”, ricominciai, “è vero che secondo la tua fede il Signore Gesù non è affatto il nostro Salvatore?”
Per la seconda volta dopo il mio arrivo, Eslarmonde mi prese la mano.
“Il nostro Salvatore? Ma perché Lui dovrebbe essere il nostro Salvatore? Tu mi sembri istruito, infinitamente più di noi due messe assieme. Ma se hai studiato, chi è stato a imparare le lezioni, tu oppure il tuo maestro o qualche sacerdote? Un vero maestro insegna a camminare da soli, non credi? Gli antichi testi che costituiscono la base della nostra fede dicono che Messer Gesù è soltanto venuto a ricordarci la vera natura della nostra anima, la nostra vera e propria libertà di crescere, e che quindi tocca a ognuno di noi costruire se stesso… momento dopo momento, vita dopo vita.
[...] Sì, noi diciamo che l’anima torna di vita in vita in un altro corpo, in un’altra famiglia, in un altro paese e che questa è la legge più equa che si possa concepire. L’anima ritorna finché non ha imparato a pensare diversamente, cioè a riconoscere la sua vera natura.”

Articolo lunghissimo: spero che lo abbiate apprezzato, e cha magari possa fungere da stimolo per leggervi Luigi del deserto di Daniel Meurois-Givaudan .

Fosco Del Nero

Titolo: Scoperte archeologiche non autorizzate.
Autore: Marco Pizzuti.
Argomenti: archeologia, misteri, complottismo.
Editore: Edizioni Il punto d’incontro.
Anno: 2010.
Voto: 7.
Dove lo trovi: qui.


Da non molto ho proposto il libro Schiavi degli Dei di Biagio Russo, che trattava ipotesi a metà tra fantastoria e fantarcheologia, argomento che bisso con Scoperte archeologiche non autorizzate di Marco Pizzuti.

Anche in questo caso, ci muoviamo nella cosiddetta archeologia eretica, ossia in quel ramo che prende in esame prove e indizi sull’archeologia e i reperti antichi per giungere a ipotesi storiche sconvolgenti, nel senso letterario del termine, posto che sconvolgerebbero (dal mio punto di vista, lo hanno già fatto, ma attendiamo una maggiore condivisione) la storia così come finora scritta.

Se tuttavia il primo libro è assolutamente specifico e monotematico, prendendo in esame solamente gli antichi testi sumeri e ottenendo poi una tesi di fondo coerente con l’evidenza probatoria di cui disponiamo, Scoperte archeologiche non autorizzate al contrario spazia parecchio, tanto nel genera quanto nella geografia.

Marco Pizzuti, difatti, passa dall’Egitto al Sud America, dal Vicino Oriente alla Gran Bretagna, anche se la terra dei faraoni rimane un punto di vista privilegiato.
Anche gli argomenti, si diceva, variano parecchio: archeologia, storia, sculture, alchimia, biologia, religione e misteri di vario tipo.
Peraltro il libro è abbastanza spesso con le sue 350 pagine.

Ciò che da un lato è considerabile una virtù, sarebbe a dire la grande varietà e la grande flessibilità di argomenti, dall’altro lato potrebbe viceversa essere considerato un punto debole, dal momento che, va da sé, più si vari meno ci si specializza, e dunque si guadagna in visuale d’insieme ma si perde nel dettaglio.

Alcune delle argomentazioni di Marco Pizzuti, difatti, non mi hanno convinto appieno, ma si badi bene che parliamo di un testo veramente denso di ipotesi e materiale indiziario, tale da prestarsi a molteplici punti di vista, e che è bene affrontare solamente con la mente sgombra da pregiudizi.

Certamente gli abituali lettori di Graham Hancock, Robert Bauval, Peter Kolosimo, ma anche Zecharia Sitchin o persino David Icke partiranno “avvantaggiati” sugli altri lettori, i quali d’altro canto saranno probabilmente più stupefatti nel leggere quanto riportato e ben argomentato da Marco Pizzuti in Scoperte archeologiche non autorizzate, libro che è importante, come gli altri del settore, non tanto perché contenente solo verità (cosa che credo sia praticamente impossibile, dato che in certi campi si formulano ipotesi se non al buio, comunque in forte penombra), ma perché utile ad aprire la mente di chi legge e a fargli capire che molte delle cose che ci hanno raccontato a scuola, e che continuano a raccontarci in tv, nei documentari, nei giornali, etc, non stanno né in cielo né in terra.
E, una volta preso atto di ciò, chiedersi finalmente “perché?”.

Fosco Del Nero

Titolo: Sii ciò che sei - Ramana Maharshi e il suo insegnamento (Be as you are - The teachings of Sri Ramana Maharshi).
Autore: Sri Ramana Maharshi.
Argomenti: esistenza, spiritualità.
Editore: Il punto d’incontro.
Anno: 1985.
Voto: 6.
Dove lo trovi: qui.


Come anticipato nella recensione di Sii ciò che sei, ecco l’articolo dedicato al libro sulla figura e gli insegnamenti di Sri Ramana Maharshi, maestro spirituale dell'India tra i più famosi dell’ultimo secolo.
La valutazione mediana del testo è dovuta, come riportato nel precedente articolo, al fatto che esso è forse poco agevole per gli occidentali, essendo pieno di termini e concetti in lingua originale a cui noialtri siamo poco adatti.
Se si supera questo scoglio, comunque, Sii ciò che sei offre parecchi spunti. Eccone alcuni.

Su come calmare la mente ed effettuare l’autoindagine.
“La mente si calmerà soltanto per mezzo dell’indagine “chi sono io?”. Il pensiero “chi sono io?”, distruggendo tutti gli altri pensieri, verrà esso stesso distrutto, come il bastone usato per attizzare la pira funeraria. Se sorgono altri pensieri, senza tentare di completarli, uno dovrebbe indagare: “a chi sono venuti?”. Cosa importa se vengono dei pensieri, per quanti essi siano? Nel momento stesso in cui sorge un pensiero, se si indaga con vigilanza “a chi è venuto?”, si verrà a conoscere “a me”. Se allora si indaga “chi sono io?”, la mente tornerà alla sua sorgente (il Sé) e il pensiero che era sorto cesserà. Praticando in questo modo ripetutamente, il potere della mente di dimorare sulla sua sorgente aumenta.”

Sul tempo disponibile per la meditazione.
"Mettere da parte del tempo per la meditazione è soltanto per semplici novizi spirituali. Un uomo che sta progredendo comincerà a gioire la più profonda beatitudine sia che stia lavorando o meno. Mentre le sue mani sono nella società egli mantiene la sua mente in solitudine.”

Silenzio e sat-sanga.
“Sebbene Sri Ramana fosse lieto di offrire i suoi insegnamenti verbali a chiunque li richiedesse, egli indicò spesso che i suoi “insegnamenti silenziosi” erano più diretti e potenti. Questi “insegnamenti silenziosi” consistevano in una forza spirituale che pareva emanare dalla sua forma, una forza così potente che egli la considerava come il più diretto e importante aspetto dei suoi insegnamenti. Invece di dare istruzioni verbali su come controllare la mente, egli emetteva senza sforzo un potere silente che automaticamente tranquillizzava le menti di tutti nella sua vicinanza.Le persone che erano in sintonia con questa forza raccontarono che la sperimentavano come uno stato di pace interiore e benessere; in alcuni devoti anziani ciò provocò perfino una diretta esperienza del Sé.
[…] Questo flusso di potere dal Guru può essere ricevuto da chiunque abbia l’attenzione focalizzata sul Sé o sulla forma del Guru; la distanza non è un ostacolo alla sua efficacia. Questa attenzione viene spesso chiamata sat-sanga, che letteralmente significa “associazione con l’essere”.”

Si medita con la mente o con il cuore?
“Se la concentrazione è fatta col cervello, ne risultano sensazioni di calore e perfino mal di testa. La concentrazione deve essere fatta nel cuore, che è calmo e rinfrescante. Rilassati e la tua meditazione sarà facile. Tieni la tua mente stabile respingendo tutti i pensieri che si intromettono, ma senza sforzo. Presto avrai successo.”

Dieta e illuminazione.
"Si può ricevere l’illuminazione spirituale pur mangiando carne?“Sì, ma abbandonala gradualmente e abituati a cibi sattvici (ossia puri e armonici, ndr). Comunque, una volta che hai conseguito l’illuminazione, farà meno differenza ciò che mangi, come è privo di importanza quale combustibile viene aggiunto su un grande fuoco.”

Realizzazione e yoga.
“Quando i visitatori interrogavano Sri Ramana su queste pratiche egli solitamente criticava l’hatha yoga per la sua ossessione riguardo al corpo.È una fondamentale premessa ai suoi insegnamenti il fatto che i problemi spirituali possono essere risolti solo attraverso il controllo della mente e, perciò, egli non incoraggiò mai la pratica di discipline spirituali che si dedicassero primariamente al benessere del corpo.Aveva un’opinione più elevata del pranayama (controllo del respiro) e diceva che costituiva un valido aiuto per coloro che non potevano controllare in altro modo la mente, ma nel complesso tendeva a considerarla una pratica per principianti.In aggiunta al raja yoga c’è un altro popolare sistema chiamato kundalini yoga. I praticanti di questo sistema si concentrano su centri psichici (chakra) nel corpo al fine di generare un potere spirituale che si chiama kundalini. Lo scopo di queste pratiche è di forzare la kundalini in un canale psichico (sushumna) che corre dalla base della spina dorsale al cervello. Il kundalini yogi crede che quando questo potere raggiunge il sahasrara (il chakra più alto localizzato nel cervello) ne conseguirà la realizzazione del sé. Sri Ramana non consigliò mai ai suoi devoti di praticare il kundalini yoga poiché lo riteneva potenzialmente pericoloso e non necessario. Accettava l’esistenza del potere kundalini e dei chakra, ma affermò che anche se la kundalini avesse raggiunto il sahasrara, non ne sarebbe scaturita la realizzazione. Per la realizzazione finale, egli disse, la kundalini deve andare oltre il sahasrara, giù per un’altra nadi (canale psichico) che chiamò amritanadi (chiamata anche parananadi o jivanadi), nel centro del cuore sulla destra del petto.Poiché affermava che l’autoindagine avrebbe diretto automaticamente la kundalini al centro del cuore, insegnò che non erano necessari esercizi yoga separati: “Il Sé viene raggiunto ricercando l’origine dell’ego e tuffandosi nel cuore. Questo è il metodo diretto della realizzazione del Sé. Chi lo adotta non ha bisogno di preoccuparsi di nadi, del centro del cervello (sahasrara), di sushumna, della parananadi, di kundalini, del pranayama o dei sei centri (chakra)”.”

Ancora sullo yoga.
“Yoga significa unione. Mi chiedo, unione di cosa, e con cosa? Lo yoga implica una precedente divisione e significa una successiva unione di una cosa con un’altra. Ma chi dev’essere unito e con chi? Tu sei il cercatore, che cerca l’unione con qualcosa. Se dai questo per scontato, allora quel qualcosa dev’essere separato da te. Ma il tuo sé ti è intrinseco e tu ne sei sempre consapevole. Cercalo e sii quello. Allora si espanderà come l’infinito e non ci sarà questione di yoga.”

Il mondo non è migliore di un sogno?
“Cosa c’è di errato nel senso di realtà che hai mentre stai sognando? Puoi sognare qualcosa del tutto impossibile, per esempio di avere una bella conversazione con una persona morta. Giusto per un momento puoi dubitare nel sogno dicendo a te stesso: “Non era morta?”. Ma in qualche modo la tua mente si riconcilia con la visione del sogno e la persona è come se fosse viva al fine del sogno. In altre parole, il sogno come sogno non ti permette di dubitare della sua realtà.È lo stesso nello stato di veglia, poiché sei incapace di dubitare della realtà del mondo che vedi mentre sei sveglio. Come può la mente che ha creato il mondo accettarlo come irreale? Questo è il significato del paragone fatto tra il mondo dello stato di veglia e il mondo del sogno. Entrambi sono creazioni della mente e finché la mente è assorbita in uno di questi, si troverà incapace di negarne la realtà. Non può negare la realtà del mondo del sogno mentre sta sognando e non può negare la realtà del mondo della veglia quando è sveglia. Se al contrario, ritiri completamente la tua mente dal mondo e la volgi all’interno, dimorandovi, cioè se ti tieni sempre conscio del Sé, che è il substrato di tutte le esperienze, scoprirai che il mondo di cui sei ora consapevole è irreale, come il mondi in cui vivevi nel tuo sogno.”

Spunti certamente interessanti per numerose ragioni: se pensate di vincere la difficoltà di un linguaggio molto orientale e molto astratto, provate pure la lettura diretta del libro di Ramana Maharshi.

Fosco Del Nero

Titolo: Luigi del deserto - Il destino segreto di San Luigi - Volume 2 - Il viaggio interiore (Louis du désert - Le destin secret de Saint Louis - Tome 1 - Le vouyage intérieur).
Autore: Daniel Meurois-Givaudan.
Argomenti: spiritualità, reincarnazione, esistenza, akasha.
Editore: Centro di Benessere Psicofisico.
Anno: 2001.
Voto: 8.
Dove lo trovi: qui.


Se vi ricordate, nella recensione di Luigi del deserto - Volume 1 - Il re dei gigli avevo riportato i miei dubbi nello scrivere o meno una recensione del suddetto libro, dal momento che il collegamento col settore della crescita personale, oggetto di questo sito, era sostanzialmente solo il suo autore, Daniel Meurois-Givaudan.

Per il resto, qualcosa di affine e riconducibile a convinzioni e punti di vista, ma nulla di più, ben lontani dai contenuti di tipo spirituale degli altri libri di Daniel Meurois-Givaudan recensiti (L’altro volto di Gesù - Memorie di un esseno, Akhenaton, il folle di Dio e Gli annali dell’akasha).

Purtuttavia, avevo proceduto, anche perché mi aspettavo che il seguito di Luigi del deserto - Il re dei gigli, ossia Luigi del deserto - Il viaggio interiore, avrebbe effettuato il passo.

Così è stato, e posso dirvi con tutta tranquillità di essere stato contentissimo di aver letto questi due libri (che in effetti potevano tranquillamente essere uniti in un unico volume di 400-450 pagine), dal momento che, se il primo Luigi del deserto era una storia affascinante e appassionate, il secondo è invece un resoconto importante e ispirante, che rientra a pieno titolo negli argomenti di Una vita fantastica!, dal lato spiritualità-esistenza.

Una piccola premessa per chi ancora non conoscesse Daniel Meurois-Givaudan: egli, come altri personaggi (tra i più famosi del passato Edgar Cayce e Rudolf Steiner), afferma di poter leggere gli “annali dell’akasha”, sarebbe a dire il piano spirituale in cui qualunque avvenimento mai accaduto sul pianeta è disponibile per chi vi sa accedere.

Da tale dono (per chi ci crede, ovviamente, e io sono tra questi; l’altenativa è che Meurois-Givaudan sia un grande scrittore e un grande illuminato… cosa che comunque renderebbe i suoi libri meritevoli d’essere letti), derivano i numerosi libri da egli scritti, su svariati personaggi o periodi storici: la Palestina di 2.000 anni fa, l’Egitto di 3.500 anni fa, o la Francia di 1.700 anni fa, in questo caso.

O, perlomeno, la Francia nel primo libro, visto che il secondo è ambientato quasi totalmente nel Vicino Oriente, con l’ormai ex re Luigi IX che, fintosi morto a seguito di una crociata, dà finalmente seguito all’ambizione di tutta la sua vita: vivere da eremita e da pellegrino, alla scoperta dei misteri della vita e dell’esistenza.

Luigi Capeto, dunque, non sarebbe morto durante la crociata come riporta la storia ufficiale, ma avrebbe continuato a vivere sotto mentite spoglie e ben lontano dalla sua Francia.

In Luigi del deserto - Volume 2 - Il viaggio interiore veniamo a conoscere la sua sorte, decisamente appassionante e ispirante. In questo senso, il secondo volume contiene molti più spunti di tipo esistenzial-spirituale del primo, che ne costituiva sostanzialmente le fondamenta.

Senza farla troppo lunga, Luigi del deserto di Daniel Meurois-Givaudan è un dittico che vi consiglio senza indugio, testimonianza del viaggio interiore di un grande uomo (Luigi tra l’altro è stato fatto santo dalla Chiesa poco dopo la sua finta morte, anche se per motivi del tutto cattolicocentrici e non l’evoluzione spirituale a cui nessuno ha assistito) da cui ognuno di noi può imparare qualcosa.

Fosco Del Nero

Titolo: L’evoluzione della pnl (NLP II: the next generation).
Autore: Robert Dilts, Judith DeLozier, Deborah Bacon Dilts.
Argomenti: pnl, mente.
Editore: Alessio Roberti Editore - Nlp Italy.
Anno: 2010.
Dove lo trovi: qui.


L’evoluzione della pnl - Dalle origini alla next generation è una delle ultime pubblicazioni di Alessio Roberti Editore - Nlp Italy, casa editrice specializzata in libri sulla programmazione neurolinguistica, disciplina ormai notissima tra gli appassionti di sviluppo personale, abituati a molti libri e corsi sull’argomento.

Robert Dilts è certamente uno dei nomi più blsonati legati all’argomento pnl, con alle spalle testi come Convinzioni, Pnl è libertà, Il risveglio dell’eroe con la pnl, Il potere delle parole e della pnl, etc, e in questo nuovo libro è accompagnato da Judith DeLozier e Deborah Bacon Dilts.

Il punto del libro è il seguente: dalla sua nascita ormai circa quarant’anni fa, la pnl si è molto evoluta, anche grazie alle numerose voci che le si sono aggiunte per strada, allargandosi praticamente senza sosta a nuovi autori e nulvi campi conoscitivi.

L’evoluzione della pnl è una specie di “punto della situazione”, fatta da uno dei primi interpreti della programmazione neurolinguistica, che l’ha vista nascere con Bandler e Grinder e poi espandersi col tempo.

Il libro, suddiviso in cinque parti principali, si rivolge sia a coloro che a malapena sanno di cosa si tratta, sia agli appassionati storici, che troveranno una cronostoria della disciplina, nonché quelle che secondo Dilts e soci saranno le sue linee di tendenza.

Piuttosto lungo, il testo oltre a teoria e storia propone anche strumenti e tecniche concrete, le più essenziali ed efficaci, selezionate dagli autori in modo da offrire a chi legge il meglio della pnl, quasi fosse un manifesto della disciplina per le nuove generazioni (quelle che non l’hanno osservata nascere).

Insomma, L’evoluzione della pnl di Robert Dilts, Judith DeLozier e Deborah Bacon Dilts e pubblicato da Alessio Roberti Editore - Nlp Italy è un testo che interesserà certamente quanti hanno già confidenza con la programmazione neurolinguistica, ma anche quanti la conoscono poco e desiderano avere tra le mani un “dizionario” fondamentale con tanto di tecniche operative.
Buona lettura a tutti.

Lara Laguna

Titolo: Luigi del deserto - Volume 1 - Il re dei gigli (Louis du désert - Tome 1 - Le roi des lys).
Autore: Daniel Meurois-Givaudan.
Argomenti: storia, akasha.
Editore: Edizioni Centro di Benessere Psicofisico.
Anno: 2001.
Voto: 7.
Dove lo trovi: qui.


Come ho scritto nella recensione de Luigi del deserto - Volume 1, questo quarto libro di Daniel Meurois-Givaudan che propongo su Una vita fantastica! (dopo L’altro volto di Gesù, Akhenaton - Il folle di Dio e Gli annali dell’Akasha) si presenta meno spiritual-meditativo rispetto ai suoi predecessori, ma ciononostante propone alcuni spunti interessanti, oltre che il continuo monologo mentale di Luigi IX Capeto, utile a descrivere il suo percorso di difficile crescita personale.

Ve ne propongo due, dunque, precisando che uno fa parte della narrazione, mentre l’altro è posto dopo il testo per spiegare in sintesi la questione della lettura degli annali dell’akasha.

Infranarrazione: Frate Tommaso (che poi sarebbe il futuro San Tommaso D’Aquino), ha appena condotto Luigi IX in una caverna nascosta in profondità sotto una chiesa cattolica, nella quale il re francese ha avuto la visione improvvisa e spaventosa di un serpente alato e artigliato (curiosamente, anche l’altro libro che sto leggendo in questi giorni parla di serpenti alati…), seguita dalla visione di un angelico volto di donna.
Sconvolto, Luigi torna indietro di corsa, e poi chiede spiegazioni della cosa a Tommaso, avendo timore di trovarsi in un luogo diabolico.


“Permettetemi, Sire. Non vengo certo in questo luogo per divertirmi, e vi ho condotto qui solo per obbedire a un sogno. Non si dice di no ai sogni: arrivano da molto lontano, con la missione di portarci altrettanto lontano.”
Riprendendo fiato e tergendosi la fronte con un lembo del suo abito, il mio compagno d’avventura notturna cercò allora di assumere una migliore posizione sul pavimento, come se avesse intenzione di rimanere lì per un bel momento.
“Sire, sapete che, molto prima che questa chiesa fosse costruita, ne esisteva un’altra e prima di quella un’altra ancora? Se la memoria umana lo permettesse, se esistesse ancora qualche pergamena che lo testimoniasse, potremmo così risalire a molto prima della nascita di Nostro Signore e vedremmo che in questo luogo ci fu sempre qualche costruzione a indicarne la potenza (questa cosa tra l’altro la dice spesso David Icke nei suoi libri, ndr).”
Non brontolai. L’affermazione di messer Tommaso mi faceva uscire dai sentieri che mi erano familiari, ma contemporaneamente risuonava in me con la precisione di un’evidenza.
“Continuate”, dissi soltanto, mentre guardavo fisso il muro davanti a noi.
“Oh, certo, non mi fermerò… perché la forza che cercate passa attraverso la conoscenza del mistero di questo posto. Sì, vi nutrirà, me l’ha rivelato il mio sogno. Vedete, questa dimora che abbiamo eretto in onore di Madama Maria non fa che riconoscere e magnificare ciò che qui la Terra porta in sé da sempre. E ciò che la Terra porta... è il sangue del Dragone!” (e basta con serpenti e draghi, ndr).
Il mio interlocutore concluse lì la frase, lasciandone le parole in sospeso, come per predisporre un effetto e provocare una reazione da parte mia. Ma ricordo di non essermi mosso né di aver chiesto nulla. A dire il vero ero invaso da una specie di irragionevole sacro rispetto di fronte a ciò che avevo appena vissuto, che mi spaventava ancora e che continuavo a non comprendere. Il Dragone… normalmente una cosa simile avrebbe avuto odore di diavoleria, con ogni evidenza, ma…
“Il Dragone, Sire, è la forza della Terra che sale in noi (col senno di poi parleremmo probabilmente energia kundalini, ndr), è la forza attraverso cui Messer Gesù permette al nostro corpo di prendere forma in questo mondo e di rimanervi, per salire in seguito verso di Lui, perciò non è il fuoco del Maligno che cova sotto i nostri piedi in questa chiesa. Quel che sta qui sotto alimenta i nostri corpi come ogni altra forma di vita, si sposa continuamente con il Fuoco che proviene costantemente dai Cieli: è il Fuoco della Madre che risponde al Fuoco del Padre.”

Arriviamo ora al secondo punto, in cui Daniel Meurois-Givaudan ci parla degli annali del’akasha.
“L’Universo è un essere vivente a pieno titolo, con leggi proprie che lo portano ad autoregolarsi, a rinnovarsi e ad espandersi. Ma, quando diciamo “essere vivente”, inevitabilmente diciamo “memoria”. Le tradizioni orientali hanno chiamato questa memoria annali dell’akasha: un serbatoio immenso, quasi inconcepibile, una “banca dati”, come direbbero gli informatici, che comprende tutto il passato di questo universo, fin dall’inizio dei tempi.
In tutto ciò non c’è alcun mistero, nessun “miracolo”, semplicemente una logica non ancora completamente accessibile alla nostra intelligenza e alla nostra apertura di coscienza. Sappiamo che il nostro universo è composto da un certo numero di elementi, tra cui la terra, l’acqua, il fuoco e l’aria, ma ce ne sono altri due, l’etere e l’akasha. Anche se la loro esistenza non è ufficialmente riconosciuta, essi giocano comunque un ruolo di capitale importanza, che le generazioni future metteranno probabilmente in evidenza. In realtà questi due elementi preesistono agli altri., ne sono la sorgente. È sempre il sottile a far nascere il denso, e non viceversa, come si tende a credere. Il “sé” che si esprime attraverso il nostro corpo non è questo corpo, bensì la sua essenza.
La stessa cosa vale anche per l’Universo: ciò che ne vediamo non è altro che l’anello più grossolano della catena che lo costituisce. Così, in un certo modo l’akasha veicola la Coscienza divina attraverso l’insieme della Creazione. È un agente fondamentale della vita dell’Universo e, di conseguenza, della sua memoria.
Oltre a comunicare la “vita” al mondo, impregnandolo totalmente di essa, l’akasha può essere concepito come una vera e propria “lastra fotografica” su cui vengono a imprimersi tutti gli avvenimenti che si verificano in qualunque punto dell’universo. Quindi si tratta di una memoria globale di assoluta fedeltà, che contiene tutte le memorie individuali.
[…] Dopo diverse centinaia di letture nella memoria akashika, oggi ho l’intima convinzione che la nozione di “passato” sia totalmente illusoria. Voglio dire che ciò che si è verificato 2.000, 10.000 o 100.000 anni fa è presente quanto ciò che chiamiamo “il presente”.
Sono percezioni e certezze impossibili da spiegare razionalmente… per lo meno allo stato attuale dei concetti umani. Pare che diversi scienziati all’avanguardia stiano ponendo il problemi di questa ”simultaneità” e che le loro ricerche stiano cominciando a coincidere con quelle dei mistici.
L’Essere realizzato che è in embrione in ognuno di noi sarebbe al centro di una specie di cerchio, in un eterno presente, e proietterebbe simultaneamente in tutte le direzioni, cioè in quello che chiamiamo tempo, particelle della sua coscienza che si influenzerebbero costantemente a vicenda…”.

Ossia, per farla semplice, la nostra anima sarebbe come al centro di una ruota, mentre ciascun raggio della ruota stessa sarebbe una delle nostre esistenze. Le quali si influenzerebbero a vicenda visto che non c’è passato e non c’è futuro ma solo i presente del centro della ruota.

Terminato, per stavolta, con Daniel Meurois-Givaudan, appuntamento al prossimo articolo di approfondimento.

Fosco Del Nero

Sii ciò che sei - Ramana Maharshi (spiritualità)

Titolo: Sii ciò che sei (Be as you are - The teachings of Sri Ramana Maharshi).
Autore: Ramana Maharshi.
Argomenti: spiritualità, esistenza.
Editore: Edizioni Il punto d’incontro.
Anno: 1985.
Voto: 6.
Dove lo trovi: qui.


Sii ciò che sei - Ramana Maharshi e il suo insegnamento è il libro curato da David Godman e dedicato alla figura di Sri Ramana Maharshi, guru indiano da molti venerato come un grande maestro spirituale, se non proprio come una divinità, divenuto famoso in Oriente per i suoi numerosi discorsi e colloqui, nei quali si premurava di rispondere ai ricercatori spirituali che si recavano da lui per avere suggerimenti e guida sulla vita, l’esistenza e l’illuminazione.

Illuminazione che egli sosteneva essere nient’altro che la vera natura dell’uomo, tuttavia oscurata dai numerosi veli che la nostra mente le pone innanzi.

Il principale rimedio che egli suggeriva era l’autoindagine, ossia il chiedersi di continuo e con passione “chi sono io”, fatto che inevitabilmente, a suo dire, avrebbe portato alla realizzazione della compartecipazione con l’essenza divina che permea tutto e di cui anche noi siamo composti.

Ramana Maharshi, tra l’altro, è stato allievo di un altro grande guru, Venkataraman, anch’egli uomo riverito dalla popolazione e considerato santo.

Con tali premesse, lecito aspettarsi, da questo libro di circa 260 pagine, molti contenuti di valore, se non illuminanti quantomeno ispiranti.

In realtà, ad essere sincero, Sii ciò che sei mi ha in parte deluso, nel senso che è un libro difficile per noi occidentali, forse anche per la traduzione letteralmente traboccante di termini originali indiani forniti di traduzione a fine volume ma comunque poco agevoli e spesso poco chiari per il lettore.

La trattazione degli argomenti, inoltre, pur essendo sulla carta assai interessante (tra le varie cose si parla di sé, di guru, di yoga, di meditazione, di reincarnazione, di poteri psichici, di creazione), sfuma spessissimo nei meandri delle sottigliezze concettuali, rese ancora più insidiose e impervie dall’abitudine di Sri Ramana, spesso ricordata dal curatore David Godman, di fornire all’interlocutore risposte diverse in base al suo livello di comprensione e sviluppo, e dando così l’impressione di un guru che afferma una cosa e dopo una cosa diversa, a volte opposta.

Insomma, per farla breve forse Sii ciò che sei e lo stesso Ramana Maharshi a mio avviso non sono particolarmente adatti al pubblico italiano medio (e in generale al pubblico medio del miglioramento personale), pur non mancando certamente degli spunti di riflessione, in alcuni casi assai interessanti, che non mancheranno di comparire nel solito articolo di approfondimento.

Fosco Del Nero

Consigli dal cuore - Ruediger Schache (relazioni)

Titolo: Consigli dal cuore.
Autore: Ruediger Schache.
Argomenti: legge di attrazione, relazioni.
Editore: Macro Edizioni.
Anno: 2011.
Dove lo trovi: qui.


Ruediger Schache è un autore che ha acquisito una certa notorietà, cavalcando l’onda di The secret, grazie a titoli come Il segreto del cuore, I 7 veli, Il progetto segreto della tua anima… fino all’ultimo suo lavoro, con cui ritorna al suo primo argomento: il titolo è Consigli dal cuore, e l’argomento le relazioni interpersonali e l’amore.

In accordo ai principi della legge dell’attrazione, Ruediger Schache ci dice che il flusso di amore, relazioni, opportunità di vita, felicità, arriva a noi solo quando il nostro cuore è in pace e felice esso stesso.

Di casuale non c’è nulla, e cioè che arriva fuori è conseguenza delle forze all’opera dentro di noi.
La domanda successiva è: cosa bisogna fare per modificare in positivo queste forze in modo da vivere un’esistenza ricca e appagante?

Consigli dal cuore, che in pratica è il seguito de Il segreto del cuore, propone così sette scoperte: la liberazione delle forze del cuore, l'equilibrio della bilancia della vita, il flusso di opportunità, la rete invisibile, i posti scambiati, l’effetto di tutte le cose, l’impegno interiore.

L’interno e l’esterno sono quindi intimamente legati, e occorre ascoltare la voce del proprio cuore per manifestare all'esterno la bellezza che si è riusciti a creare dentro, trovando alfine il cammino di un’esistenza ricca (di amore, di relazioni, di abbondanza, di serenità).

I fan di Ruediger Schache e dei suoi precedenti libri (soprattutto de Il segreto del cuore) troveranno in Consigli dal cuore (testo di facile lettura e non troppo lungo) un libro che probabilmente li appassionerà.

Lara Laguna

Giochi di strategia - John McDonald (comunicazione)

Titolo: Giochi di strategia (Strategy in poker, business & war).
Autore: John McDonald.
Argomenti: successo, motivazione, comunicazione.
Editore: Etas.
Anno: 1996.
Voto: 6.5.
Dove lo trovi: qui.


Giochi di strategia è il libro scritto da John McDonald ormai parecchio tempo fa (nel 1950!), ma portato in Italia solo di recente.
John McDonald è un giornalista economista collaboratore della rivista Fortune, ed è stato tra i primi a valorizzare e diffondere la teoria dei giochi anche al di fuori del circoli economici.

Oltre a Giochi di strategia, è famoso anche l’altro suo best seller, Messaggio di un grande maestro.

Se in quest’ultimo l’autore si concentra su successo, saggezza e abbondanza, nel primo invece il focus è la strategia, inquadrata da ogni prospettiva e applicazione: il poker, la politica, le guerre, gli affari… in generale nelle comunicazioni interpersonali.

John McDonald usa il gioco del poker come esempio per spiegare la teoria dei giochi e le sue applicazioni, illustrate anche grazie a numerosi esempi tratti dalla storia reale, relativi a personaggi come Hitler, Stalin, Rockfeller, etc.

Tutto con l’obiettivo di far capire al lettore quali meccanismi vi fossero dietro alcune scelte politiche o strategiche.

Giochi di strategia è un libretto piuttosto breve, ma efficace, che non ha colpito a caso svariate generazioni di lettori e che è ancora considerato un classico del settore “comunicazione strategica”.
La lettura è scorrevole e chiara, anche se a volta si ha l’impressione di un’eccessiva prolissità.

I capitoli in cui è suddiviso il libro sono quattro: il gioco del poker, la teoria dei giochi, il gioco del business, strategie militari e altri giochi.

Nel complesso, Giochi di strategia di John McDonald è un libro che ha validi contenuti e che interesserà a molte persone, appassionate di comunicazione, di politica, di strategia o di giochi.

Manuel Levante

Siddharta - Hermann Hesse (audiolibro)

Titolo: Siddharta (Siddharta).
Autore: Hermann Hesse.
Argomenti: crescita personale, spiritualità.
Editore: Verdechiaro Edizioni.
Supporto: cd.
Anno: 2009.
Voto: 7.
Dove lo trovi: qui.


Siddharta è un libro che certamente non ha bisogno di presentazioni.
Scritto da Hermann Hesse nel 1922, ha avuto un successo in praticamente tutto il mondo.
Romanzo di formazione ambientato in India, racconta la storia di Siddharta, figlio di un bramino di grande eleganza e talento, ammirato da tutti, amici, ragazze e adulti per la sua bellezza esteriore e interiore.

Verdechiaro Edizioni ce lo propone in questa versione audio letta da Enzo Decaro, e curata da Paola Giovetti, per la stessa collana di cui ho già recensito i bellissimi Il gabbiano Jonathan Livingston (di Richard Bach) e Il profeta (di Kahlil Gibran).
Bellissimi tanto nella loro veste originale di romanzi scritti, quanto nella loro “mise” da audiolibro.

Anche Siddharta, di cui, al contrario dei due precedenti casi, non avevo letto il romanzo ispiratore, mi è piaciuto, sebbene un poco meno (ma occorre dire che lo sto confrontando con due testi davvero importanti e ispiranti, per i quali personalmente ho un debole).

Il “poco meno” è dovuto soprattutto alla parte che ci interessa maggiormente, ossia quella legata al miglioramento personale, dal momento che Siddharta è senza dubbio più romanzo de Il profeta e de Il gabbiano Jonathan Livingston, che viceversa presentano una fortissima componente esistenziale.

I personaggi di Siddharta, di Govinde, di Kamala, di Vasudeva mi hanno comunque affascinato, così come le vicende del giovane cercatore tra i samana, le città indiane, la campagna e il fiume, etc.

Se forse alla storia manca la componente spiritual-esistenzial-esoterica de Il gabbiano Jonathan Livingston (che stringi stringi tratta di illuminazione e reincarnazione), non le manca certamente una forte componente morale, che sottolinea come la vita intera sia un viaggio di ricerca e di conoscenza (in primo luogo di conoscenza di sé), come non esista una strada migliore (ma ognuno debba seguire la sua), come la perfezione non sia di questo mondo (e bisogna prenderne atto e andare avanti al proprio meglio), e come si possa imparare (e spesso le cose più importanti) da ciò che vi è di più semplice, come lo scorrere di un fiume e la vita a contatto con la natura.

Insomma, per farla breve anche questo audiolibro di Verdechiaro Edizioni mi è piaciuto, e ve lo consiglio qualora abbiate l’abitudine di usufruirne, che abbiate già letto il libro o meno.

Fosco Del Nero

Titolo: Puoi vivere una vita straordinaria! (You can create an exceptional life!).
Autore: Louise Hay, Cheryl Richardson.
Argomenti: sviluppo personale, motivazione.
Editore: My Life Edizioni.
Anno: 2011.
Dove lo trovi: qui.


Louise Hay è l’autrice di best seller mondiali, libri e video, come Puoi guarire la tua vita, Risveglia la nuova vita che è in te!, Ama te stesso (per un totale svariate decine di milioni di copie vendute!).

Ma non è solo una prolifica autrice e un’apprezzata conferenziera, bensì anche la fondatrice della casa editrice che porta il suo nome, la Hay House, e che ha contribuito a diffondere nel mondo i messaggi di autori come Esther Hicks, Deepak Chopra, Doreen Virtue, e che poi è divenuta anche una seguitissima stazione radiofonica, la Hay House Network Radio.

Insomma, è una donna che, pur avendo avuto un’infanzia dura e difficile (compresi abusi e violenze), è riuscita a incanalare il tutto in una direzione positiva… per sé e per gli altri.

Puoi vivere una vita straordinaria! è il suo ultimo libro, scritto a quattro mani con Cheryl Richardson (altra autrice di best seller che Louise Hay definisce come il miglior coach esistente), e in poco spazio si propone di aprire il cuore e la mente di chi lo legge, per arrivare ad ottenere la vita che si desidera.

Louise Hay continua così la sua lunga serie di libri e prodotti destinati alla crescita personale cominciata con Puoi guarire la tua vita, e lo fa con un libro breve ma dettagliato, che analizza il modo di vivere anche nei suoi aspetti più concreti e banali, come l’andare a dormire o il mangiare.

Il motto di fondo del libro, in omaggio al pensiero positivo che l’autrice ha contribuito a diffondere in tutto il mondo, è che, semplicemente, bisogna avere pensieri che ci fanno stare bene, e che, una volta a posto con i propri pensieri, il resto vien da sé, spesso in modi a cui non avremmo pensato, a volte miracolosi.

Louise Hay, infatti, ci spinge ad avere la sua stessa fiducia nell’energia d’amore divina, con la quale dovremmo sintonizzarci per far fluire la nostra esistenza nel modo più semplice e positivo possibile.
Puoi vivere una vita straordinaria! vuole dunque insegnarci proprio questo: il nostro destino è il mano ai nostri pensieri…

Lara Laguna

Titolo: Luigi del deserto - Il destino segreto di San Luigi - Volume 1 - Il re dei gigli (Louis du désert - Le destin secret de Saint Louis - Tome 1 - Le roi des lys).
Autore: Daniel Meurois-Givaudan.
Argomenti: storia, reincarnazione, akasha, spiritualità.
Editore: Edizioni Centro di Benessere Psicofisico.
Anno: 2001.
Voto: 7.
Dove lo trovi: qui.


Finora ho recensito tre libri di Daniel Meurois-Givaudan: L’altro volto di Gesù - Memorie di un esseno, Akhenaton - Il folle di Dio e Gli annali dell’Akasha.
L’ultimo dei tre era teorico-esplicativo del fenomeno dei viaggi nell’akasha, con tutto il corredo concettuale – incerto, occorre dire – che gli fa da contorno: karma, reincarnazione, divinità, entità spirituali, etc.

I primi due testi, invece, erano le testimonianze di due viaggi nell’akasha, rispettivamente al tempo di Gesù (Palestina di 2000 anni fa) e al tempo dell’imperatore Akhenaton (Egitto di 3500 anni fa).

Va da sé che il leggerli come una semplice storia romanzata oppure come testimonianza de visu di quanto accaduto è un atto di fede, e concerne il credere o meno alla parola di Daniel Meurois-Givaudan. Anche se più che di credere parlerei di “sentire”.

Se continuo a leggerlo, evidentemente, è perché le vibrazioni-sensazioni che mi forniscono i scuoi scritti sono positive.

Peraltro, sono stato indeciso se riportare su Una vita fantastica! anche la recensione de Luigi del deserto - Il destino segreto di San Luigi - Volume 1, dal momento che, fermo restando l’origine akashica della testimonianza, si tratta di una testimonianza decisamente più secolare e concreta che non spirituale come era stato nei due casi precedenti, calati in contesti più introspettivi e meditativi di questo terzo libro, benché con inevitabili risvolti socio-diplomatico-politici.

Alla fine ho propenso per il sì sia per continuare il filone, sia perché Luigi del deserto - Volume 1 (a cui segue ovviamente il Volume 2) mi ha proprio catturato: il libro consegna ai lettori un personaggio, quello di Luigi IX, re di Francia e baluardo della cristianità intorno al 1250.

Tra l’altro, il libro, come suggerisce l’autore in avvio, è molto profondo e penetrante nel mostrarci quanto i condizionamenti sociali, culturali e religiosi lascino degli strascichi in ognuno di noi, per anni e anni, se non per vite e vite, come si rende conto lo stesso Luigi (che aveva fama di santo già da vivente), e come possiamo constatare più agevolmente noi stessi dall’esterno.

In questo senso, la lettura di Luigi del deserto - Il destino segreto di San Luigi è un bell’esercizio di flessibilità mentale, che inoltre ci porta in dote alcuni spunti di tipo esistenziale nonché una storia incalzante e interessante, che peraltro finisce proprio nel momento più interessante, allorché prelude a rivelazioni non incluse nella biografia ufficiale del personaggio, nonché a contenuti più attinenti alla crescita personale e spirituale.

Insomma, per farla breve non mi farò mancare il seguito del libro di Daniel Meurois-Givaudan.

Fosco Del Nero