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Titolo: Il libro perduto del dio Enki (The lost book of Enki: memoirs and prophecies of an extraterrestrial god).
Autore: Zecharia Sitchin.
Argomenti: storia, cospirazionismo, religione, astronomia.
Editore: Macro Edizioni.
Anno: 2002.
Dove lo trovi: qui.


Finora sul sito sono comparsi alcuni libri di Zecharia Sitchin, e sarebbe a dire i seguenti: Quando i giganti abitavano la Terra, L’altra Genesi e Il giorno degli dei.
Con Il libro perduto del dio Enki andiamo a quota quattro.

Il libro perduto del dio Enki è stato scritto da Zecharia Sitchin nel 2002, ed è dunque uno dei suoi ultimi (l’ultimo in assoluto è Quando i giganti abitavano la Terra, che tale rimarrà considerando che Sitchin purtroppo è morto qualche mese fa).

Per fare un po’ una sintesi del lavoro di Sitchin, si può dire che la cronistoria della venuta extraterrestre (da parte degli Annunaki, ossia “coloro che dal Cielo scesero sulla Terra”) sulla Terra è stata narrate nelle Cronache Terrestri, viste dal punto di vista dei sumeri di allora (i cui testi il ricercatore si è premurato di tradurre alla lettera).

Il libro perduto del dio Enki racconta la venuta degli Annunaki, che risale a circa 450.000 anni fa, dal punto di vista degli stessi Annunaki, e in particolare di Enki, uno dei loro maggiori esponenti.

Le memorie di Enki, visto dagli uomini di allora come una divinità, tanto quanto gli altri suoi “colleghi” (come Enlil o Nabu), iniziano sul suo pianeta, Nibiru, ma proseguono poi sulla Terra, la cui storia, come emerge dai resoconti sumeri tradotti da Sitchin, è stata da essi profondamente modificata.

Il libro perduto del dio Enki è dunque uno dei grandi libri di Zecharia Sitchin, autore già celebre e di cui in futuro sentiremo probabilmente sempre più parlare, anche perché molti indizi e molte prove (la composizione del terreno di certe zone del mondo, alcune conoscenze altrimenti inspiegabili di popoli del passato e del presente, evidenze astronomiche, coincidenze linguistiche, straordinarie similitudini con la Bibbia e altri testi antichi, etc) paiono sempre più corroborare le tesi dello scrittore azero, che certamente interesserà i ricercatori dalla mente aperta e in generale gli appassionati di storiografia, di astronomia e di religione-mitologia.

Lara Laguna

Guarire se stessi - Edward Bach (salute)

Titolo: Guarire se stessi (Heal thyself - An explanation of the real cause & cure of disease).
Autore: Edward Bach.
Argomenti: salute, fiori di bach, benessere, medicina.
Editore: Macro Edizioni.
Anno: 1931.
Dove lo trovi: qui.


Quest’oggi ci occupiamo di un testo piuttosto vecchiotto: 1931, così recitano le sue anagrafe.

Quanto all’argomento, siamo in zona salute-benessere-medicina-omeopatia, con Guarire se stessi di Edward Bach.

Di Edward Bach finora non è comparso niente sul sito, ma ci si è andati vicini con la recensione di un libro di Sigrid Schmidt proprio sui fiori di Bach.

Fiori di Bach nati ovviamente dagli studi e dagli esperimenti di Edward Bach, medico britannico che ebbe crebbe in mezzo alla campagna e sviluppo una grande confidenza con la natura, tanto da “scoprire”, dopo essersi avvicinato al mondo dell’omeopatia, dodici fiori di base, che lui ha battezzato “i dodici guaritori”, cui poi sono andati ad aggiungersi altri fiori o altre combinazioni, fino al numero attuale di trentotto.

In Guarire se stessi Bach espone quella che secondo lui è la causa di base del fallimento della medicina allopatica nell’affrontare le malattie e i disagi del corpo, ossia il concentrarsi sui sintomi e non sulle cause che hanno generato quei sintomi e magari anche altri effetti non ancora visibili.

Secondo Bach, difatti, le malattie sono il risultato di un conflitto tra spirito e mente, che produrrebbe poi effetti sul corpo.
Tali effetti si superano, dunque, sciogliendo il conflitto alla base, che dunque è di tipo esistenziale-emotivo (le premesse non sono poi diverse da quanto sostiene un altro grande “escluso” dalla medicina ufficiale, ossia Ryke Geerd Hamer).

La malattia così si supera tramite una sorta di miglioramento personale, un cammino evolutivo che è di guarigione al contempo fisica ed emotiva-spirituale.

Questo è il presupposto alla base della terapia con i fiori di Bach, che costituirebbero un aiuto nella direzione di tale guarigione fisico-emotiva.

In Guarire se stessi quindi Edward Bach, più che descrivere i vari fiori e come utilizzarli, si occupa dei principi alla base del suo metodo, col testo che sarà molto utile a coloro che volessero capirci qualcosa di più in merito.

Lara Laguna

Titolo: L’uomo visibile, l’uomo invisibile (Man visible and invisible).
Autore: Charles Leadbeater.
Argomenti: esoterismo, teosofia, aura, energia, esistenza, spiritualità.
Editore: Bis Edizioni.
Anno: 1902.
Voto: 6.5.
Dove lo trovi: qui.


Ogni tanto vengo assalito con forza dall’idea per cui pure le personalità più aperte e flessibili non abbiano che una visione e delle esperienze assolutamente parziali rispetto alla totalità delle cose (almeno, nell’arco di una singola esistenza); e peraltro, con tutto quello che c’è stato e c’è al mondo (e solo in questo mondo), non potrebbe essere altrimenti.

La biografia, pur ristretta, di Charles Leadbeater ci conferma in pieno ciò, tra l'altro sorprendendoci, tenendo conto del fatto che si tratta di un uomo che alla fine del 1800 era considerato assai conservatore.
Aggiungiamo che egli era un ecclesiastico e probabilmente staremo già pensando a una persona di idee molto definite e poco flessibile…

… salvo poi ricrederci scoprendo che Charles Leadbeater era molto interessato al mondo psichico-spirituale, che si unì alla Società Teosofica di Helena Petrovna Blavatsky e che, durante un suo soggiorno in India, apprese da un maestro del luogo a sviluppare le sue facoltà di percezione extrasensoriale e di chiaroveggenza, finendo per diventare uno dei massimi divulgatori del settore e per istruire a sua volta personalità come Jinarajadasa e Krishnamurti.

Il libro oggetto della recensione è L’uomo visibile, l’uomo invisibile, un classico della teosofia, un long seller ininterrottamente pubblicato dal 1902.

In esso, Charles Leadbeater in modo tutto sommato semplice e scorrevole tratta numerosi argomenti: i piani naturali, la chiaroveggenza, i veicoli dell’uomo, le emanazioni e le anime, come si evolve l’uomo, etc.

In sostanza, l’autore tratteggia brevemente i pilastri dell’esistenza (sì, e lo fa brevemente, confermo), riferendo quali sono i veicoli dell’uomo, ossia i suoi corpi a partire da quello fisico, soffermandosi poi sugli altri corpi (eterico, mentale, astrale, etc), descrivendo essi e le loro caratteristiche in base al tipo di persona.

Non a caso, il testo è completato da una ricca serie di immagini raffiguranti le auree, i colori e i significati degli stessi.

Sarò sincero, come sempre: ne L’uomo visibile, l’uomo invisibile di Charles Leadbeater non ci ho trovato nulla di nuovo, nel senso che, tra un testo di spiritualità e un corso di visualizzazione dell’aura, i contenuti del libro mi erano già noti quasi completamente.

Ciò non toglie che, specie per chi desidera un libro introduttivo e di facile lettura all’argomento teosofia-aura-energia (o, perché no, per chi volesse impratichirsi in concreto con il discorso dell’aura), L’uomo visibile, l’uomo invisibile possa essere assolutamente adatto.

Di mio, ho notato in Leadbeater un’attitudine positiva… che è ciò cui bado ancor prima delle informazioni quando sono alle prese con autori di ambito esoterico (ci tengo peraltro a sottolineare che David Icke inserisce la Blavatsky e i suoi seguaci della Scuola Teosofica tra le forze del male e degli Illuminati… come peraltro vi è anche chi inserisce Icke tra i controllati che fanno disinformazione).

Fosco Del Nero

Pensiero creativo - Michael Michalko (creatività)

Titolo: Pensiero creativo (Creative thinking).
Autore: Michael Michalko.
Argomenti: creatività, mente.
Editore: Nlp Italy.
Anno: 1992.
Dove lo trovi: qui.


Il libro che vi propongo questa volta è Pensiero creativo di Michael Michalko.

Pensiero creativo è un long seller da molti anni, dal momento che è stato pubblicato ormai parecchio tempo fa e che il suo autore è considerato uno dei massimi studiosi nel settore creatività (insieme ad altri grandi del settore come Edward De Bono).

Pensate che, addirittura, Michael Michalko ha lavorato, oltre che per vari multinazionali come General Motors, Microsoft, Ford, General Electric, etc, anche per la Nato e la Cia statunitensi, componendo gruppi di pensatori alternativi e creativi con il compito proprio di testare i migliori sistemi di pensiero creativo, applicandoli poi a numerosi campi, sociali, politici e militari persino.

Michael Michalko ha poi realizzato alcune pubblicazioni molto apprezzate, come per l’appunto Pensiero creativo o Strumenti per la creatività.

In estrema sintesi, il motivo di fondo del pensiero creativo consiste nel poter trovare soluzioni innovative, tanto inaspettate quanto più efficaci rispetto al normale pensiero lineare (in ambito aziendale si parla tanto di problem solving, di brainstorming, etc).
Tutto sta nel saper guardare le cose da una prospettiva diversa, spesso più ampia e più flessibile…

… ed esercitarsi in questa direzione, visto che non si tratta di un dono divino ma di un’attitudine che, come tutte le cose della vita, può essere coltivata e resa un’eccellenza.

Pensiero creativo, ritenuto un classico nel campo della creatività e dell'intelligenza, ha proprio tale obiettivo: fornire concetti ed esercizi utili a generare milioni di idee e rendere la nostra mente creativa, brillante e originale.

Questo ovviamente renderà più creativi e brillanti tanto i nostri progetti e le nostre idee legate a singoli argomenti (per esempio lavorativi), quanto la nostra vita in generale (perché la mente si abituerà a vedere soluzioni creative ovunque).

Insomma, Pensiero creativo di Michael Michalko è un libro che interesserà certamente molte persone, che lo si voglia applicare nel lavoro, in una propria passione-arte o nella vita in generale.

Lara Laguna

Titolo: Il metodo antistronzi (The no asshole rule).
Autore: Robert I. Sutton.
Argomenti: comunicazione, psicologia.
Editore: Elliot Edizioni.
Anno: 2007.
Voto: 7.5.
Dove lo trovi: qui.


Robert Sutton è professore di scienza dell’ingegneria gestionale, ricercatore nel campo delle scienze sociali, ma soprattutto è l’autore dell’ormai celeberrimo best seller Il metodo antistronzi, libro del 2007 che ha spopolato in tutto il mondo, tanto da essere definito da alcuni “un libro talmente vero e talmente utile che ti fa chiedere: come ho fatto finora a farne senza?”.

Il metodo antistronzi, che è nato come articolo-saggio per poi diventare un vero e proprio libro, porta il seguente sottotitolo: “Come creare un ambiente di lavoro più civile e produttivo o sopravvivere se il tuo non lo è”.

L’argomento centrale, dunque, è la comunicazione, e in particolare la comunicazione interpersonale in ambito lavorativo.

L’opera prende le mosse da alcuni episodi realmente accaduti in alcune aziende e università degli Stati Uniti, e quindi in ambito molto dinamici e competitivi, per analizzare nel dettaglio i comportamenti e gli atteggiamenti disfunzionali che alcuni profili lavorativi (beh, gli stronzi di cui al titolo) mettono in atto verso loro sottoposti, provocando seri problemi non solo ai sottoposti stessi, ma anche all’azienda per cui lavorano, rovinando la cooperazione e la produttività nella stessa.

Il metodo antistronzi, come intuibile dallo stesso titolo, utilizza un linguaggio chiaro e assai diretto, senza giri di parole, rivolgendosi a tutti coloro che hanno o che potrebbero subire questo tipo di soprusi in ambito lavorativo e che non intendono accettarli.

In tal senso, Robert Sutton fornisce consigli e strumenti pratici, sia per i lavoratori bersagliati sia per i manager che vogliono migliorare un ambiente colpito (e demotivato) da questo tipo di atteggiamento utili a evitare che il mobbing si ripeta (questo uti singuli), nonché a cancellare gli effetti negativi nel frattempo provocati (questi uti universi; si pensi ad assenteismo, turnover, efficienza, etc).

Sutton peraltro propone anche un elenco di “stronzi celebri”, di cui descrive i relativi atteggiamenti (ognuno ha il suo stile a quanto pare).

In conclusione, Il metodo antistronzi di Robert Sutton è un libro che può essere molto utile, e a parecchie persone (sia a coloro che hanno a che fare con individui simili, sia a coloro che rischiano di diventarlo!), anche se forse avrebbe potuto avere un maggior respiro e una maggiore applicabilità se riferito anche ad altri contesti umani non lavorativi.

Manuel Levante

Titolo: Heaven voices.
Autore: Capitanata, Giulietta Bandiera.
Argomenti: meditazione, rilassamento, angeli, musica.
Supporto: cd.
Editore: CapitanArt.
Anno: 2010.
Voto: 6.
Dove lo trovi: qui.


Recensione particolare quella odierna, dal momento che Heaven voices è il primo cd musicale che recensisco (escludendo l'ottimo Io amo meditare di Kriyananda, più un cd di visualizzazioni guidate), a cui comunque seguiranno degli altri, ovviamente sempre in tema con gli argomenti di sviluppo personale che ci interessano.

Il suddetto cd è opera di Capitanata e Giulietta Bandiera, il primo musicoterapeuta e produttore musicale (che ha lavorato con gente del calibro di Louise Hay, Deepak Chopra, Esther e Jerry Hicks, Choa Kok Sui, John Gray, Vianna Stibal, Roy Martina, etc), la seconda ricercatrice culturale specializzata sul tema degli angeli.

E gli angeli sono proprio il tema centrale di questo cd, che contiene undici tracce dedicate ciascuna a una gerarchia angelica (dunque angeli, arcangeli, principati, potestà, virtù, dominazioni, troni, cherubini, serafini, santi angeli della presenza, e infine kaadosh il respiro dell’universo).

Heaven voices del duo Capitanata-Bandiera in sostanza è una sinergia tra un sottofondo musicale e l’inserimento di una voce che elicita i nomi dei vari angeli, arcangeli, etc.

Obiettivo del cd, tra l’altro accompagnato da un libretto esplicativo, è quello di favorire rilassamento e meditazione.

Il gradimento medio del prodotto è stato abbastanza buono (e peraltro il nome di Capitanata è una garanzia nel campo).
Di mio, l’ho trovato piacevolmente evocativo ma anche un poco noioso alla lunga, posto che il sottofondo musicale è praticamente il medesimo per tutte le tracce, che dunque cambiano soprattutto per i nomi elencati.

Ad ogni modo, Heaven voices di Capitanata e Giulietta Bandiera potrebbe essere un buon accompagnamento per i vostri rilassamenti o per le vostre meditazioni, qualora siate abituati ad utilizzare un sottofondo musicale.

Fosco Del Nero

Titolo: Il viaggio sciamanico (Shamanic journeying: a beginner's guide).
Autore: Sandra Ingerman.
Argomenti: sciamanesimo, spiritualità, crescita personale.
Editore: Crisalide Edizioni.
Anno: 2004.
Dove lo trovi: qui.


Il viaggio sciamanico - Una guida introduttiva è il libro scritto da Sandra Ingerman nel 2004 e dedicato proprio al viaggio sciamanico, inteso come viaggio intrapersonale nei mondi invisibili.

Sandra Ingerman, psicologa statunitense, è assai nota per il suo studio delle antiche pratiche di guarigione spirituale, con un occhio particolare al loro inserimento nella società e nei tempi moderni.
Essa si muove soprattutto all’interno del cosiddetto "sciamanesimo transculturale”, descritto nel suo best seller del 1991 Il recupero dell’anima.

In questo Il viaggio sciamanico l'autrice cerca di trasmettere al lettore i punti essenziali dell’arte trasformante del viaggio sciamanico attraverso un doppio supporto: il libro, per l’appunto, e il cd allegato.

Dopo un excursus storico sulla figura dello sciamano nelle società indigene di varie parti del mondo, l’autrice guiderà il suo lettore verso alcuni insegnamenti spirituali, nonché pratiche di evoluzione spirituale grazie ad alcuni esercizi (come quello dell’animale di potere).

Il viaggio sciamanico ha dunque un doppio valore, dato tanto dalla parte teorico-conoscitiva, quanto da quella pratica-esperenziale, che il cd con alcuni brani di accompagnamento e di induzione trance-ipnotica dovrebbe favorire.

Obiettivo di libro e cd: favorire il recupero dell’energia personale, aumentare l’intuizione o semplicemente rilassarsi.

In tal senso, Il viaggio sciamanico di Sandra Ingerman è un prodotto che potrebbe interessare a molti: quelli che stanno cercando un supporto al proprio rilassamento e quelli che stanno cercando una guida pratica a tale tipo di viaggio spirituale.

Lara Laguna

L’economista mascherato - Tim Harford (finanza)

Titolo: L’economista mascherato (The undercover economist).
Autore: Tim Harford.
Argomenti: soldi, finanza, economia.
Editore: Rizzoli.
Anno: 2005.
Voto: 7.
Dove lo trovi: qui.


L’economista mascherato non è proprio un testo di crescita personale, non trattando argomenti come mente, spiritualità, obiettivi, etc, però è certamente un testo che può essere utile a livello di cultura personale nel momento in cui migliora la nostra consapevolezza di alcuni meccanismi economici (e, come dicono alcuni autori di sviluppo personale, è difficile dedicarsi alla propria crescita se non si hanno i soldi per mangiare; altri autori invece insistono sul fatto di dedicarsi tanto allo spirito, quanto alla mente e al corpo, e per tali motivi è importante curare la propria formazione a 360 gradi).

Ad ogni modo, L’economista mascherato è un libro di Tim Harford, giornalista del Financial Times, in cui porta avanti una rubrica assai letta e famosa, dedicata ai dubbi della gente su finanza, economia e soldi.
L’economista mascherato, che ormai ha qualche anno, ha avuto un grande successo di pubblico e di vendite.

In esso in pratica Tim Harford cerca di spiegare quale sia la logica che fa muovere i soldi, attraverso un’analisi dei vari settori del mondo economico (il libro è suddiviso in dieci parti, ognuna dedicata a un settore economico specifico).
Il tutto con uno stile investigativo piuttosto brillante e coinvolgente, cosa che non attribuirebbe a un testo su argomenti economico-finanziari (che sanno tanto di noioso).

L’autore illustra così quale sia il lavoro dell’economista, e quali logiche di mercato e di denaro vi siano dietro le strategie delle varie entità economiche con cui tutti noi siamo in contatto, dai supermercati al mercato azionario.

In tale analisi Harford si appoggia a importanti economisti del passato, come John Maynard Keynes e David Ricardo (ma anche il più recente Akerlof, di cui da poco ho presentato il libro Spiriti animali), portandoci nel vivo del mondo economico, tanto micro (come il prezzo di un singolo prodotto) quanto macro (come le scelte di politica economica a livello internazionale degli stati, con tanto di alcune case history).

L’obiettivo de L’economista mascherato è ovvio: far capire al “semplice cittadino” quali sono i meccanismi del libero mercato e del mondo degli affari, offrendogli uno strumento in più per guardarsi in giro sapendo cosa succede.

Ci riesce?

In sostanza sì, grazie a uno stile discorsivo divertente e ironico, che alleggerisce la pesantezza di temi che comunque, a tratti, risultano complicati per i non economisti, anche se non tanto da rendere L’economista mascherato di Tim Harford una lettura valida e interessante.

Manuel Levante

Le armi della seduzione - Giabar (comunicazione)

Nuovo file audio portato all’attenzione dei lettori del sito (file audio ossia file gratuito, ossia possibilità di conoscere un portale o un autore interessante, ossia opportunità di passare del tempo di qualità in macchina imparando qualcosa e migliorando se stessi, etc), e secondo estrapolato dal sito Semplifica.com, gestito da Mark Cannelli all’interno del campo dello sviluppo personale.

Ad essere sincero, col primo file audio (Natural life) non ero stato fortunatissimo, visto che non mi era piaciuto troppo… ma vediamo se questo migliora le cose.

Il presente è strutturato come al solito secondo intervista, con l’intervistatore che è il gestore del sito, quindi Mark Cannelli, e l’intervistato che è Giabar, esperto di comunicazione-seduzione.
La conversazione si intitola proprio “Le armi della seduzione” (nome che fa il verso a Le armi della persuasione, notissimo libro di Robert Cialdini sul tema persuasione-comunicazione).

Giabar comincia col definire la seduzione a partire dall’etimo: “secum ducere”, ossia condurre a sé, cosa che esplica il fatto che la seduzione è generica (quindi persuasione, per l’appunto) e non solo legata all’area sentimentale-sessuale (i bambini in tal senso, aggiungo io, sono dei maestri di persuasione-seduzione).

Secondo concetto: la seduzione uomo-donna è diversa dalla seduzione donna-uomo, e quindi prevede tecniche e meccanismi diversi.

Terzo: bellezza e ricchezza contano, ma non sono la base.
La base, difatti, dice Giabar, è il cosiddetto inner game, ossia la somma di personalità, sicurezza e autostima che rende il singolo individuo attraente o, al contrario, repellente.

E l’errore di fondo di molti uomini, dice Giabar, è proprio la carenza a livello di inner game, e dunque di autostima e sicurezza… che poi è proprio quello che vuole la donna: sicurezza, eredità biologico-antropologica del diverso ruolo sociale dei due sessi: l’uomo procura il cibo e difende la famiglia, mentre la donna procrea e gestisce la casa.

Certamente ora non siamo più nella preistoria, ma il bisogno di sicurezza della donna è inalterato, e difatti vi è il luogo comune delle donne che cercano l’uomo ricco… sicurezza non più fisica da lotta con la clava come in passato, ma ora socio-economica.

Alcuni suggerimenti di Giabar: creatività nell’approccio, divertimento e comfort, oltre che la pratica graduale della cosiddetta kinoescalation (ossia l’abituare la donna poco per volta al contatto fisico).

Ultimo concetto: le donne testano sempre (in gergo seduzione si parla di shit test), fosse anche inconsciamente, ed è importantissimo superare tali test dimostrando loro di non essere servili e al contrario di essere sicuri di sé, non avendo dunque bisogno di loro.

Sarò sincero anche stavolta: anche questa conferenza estratta da Semplifica.com non mi è piaciuta: molto breve, troppo preparata, piatta e banale, oltre che con qualche idea o atteggiamento discutibile (un paio di volte, per esempio, Giabar definisce le donne “vittime”… certamente chi si occupa di linguaggio e psicologia avrebbe qualcosa da dire in merito).

Ad ogni modo, come sempre, prendo il buono e ignoro il resto, ringraziando chi ha messo a disposizione tali spunti gratuitamente.

Fosco Del Nero

Titolo: Alla scoperta della Terra cava.
Autore: Costantino Paglialunga.
Argomenti: scienza, cospirazionismo, misteri, astrologia.
Editore: Macro Edizioni.
Anno: 2008.
Voto: 6.5.
Dove lo trovi: qui.


Ho già recensito un libro sull’argomento della Terra cava, e precisamente l’ebook di Federico Cellina Terra cava - Nuova terra, che aveva ricevuto una valutazione alta.
Oggi concedo il bis con Alla scoperta della Terra cava di Costantino Paglialunga.

L’argomento è chiaramente il medesimo, e corrisponde a un interrogativo: la Terra è piena come ci hanno insegnato (peraltro, a quanto pare, basandosi su nessuna prova e solo teorie piene di falle) oppure è cava, come al contrario sembrano indicare tutti gli indizi a nostra disposizione?

In Alla scoperta della Terra cava Costantino Paglialunga parte dagli indizi più risalenti, ossia tutti gli antichi miti su luoghi quali Eldorado, Agartha e Shamballah, che le popolazioni di praticamente ogni parte del mondo possiedono, spesso ancora in data odierna sotto forma di trasmissione orale…

… ma anche come testimonianze dirette, a quanto pare, posto che popoli come gli Esquimesi ancora oggi raccontano di vedere tanto persone, quanto macchine volanti, quanto luci, provenire dall’apertura polare.

Con l’ovvia esclusione del concetto del Polo (sostituito da altre aperture, come montagne o cavità sotterranee), è peraltro la stessa testimonianza di molte altre genti, come gli indios Hopi.

E, andando avanti, è la medesima testimonianza di personaggi che affermano di aver visto o finanche di essere stati nel primo lembo di tale nuova (per noi) terra, come gli esploratori R.E. Byrd, R.A. Peary, F. Cook, H.G. Wilkins.

Altre testimonianze sono quelle dei numerosi contattisti, tra cui spicca l’italiano Eugenio Siragusa.

O ancora, le teorie dei numerosi scienziati convinti che la Terra fosse cava, da E. Halley a Eulero, da De Maupertuis al più recente e nostro conterraneo E. Majorana.

Si noti, tra le altre cose, che finora la teoria della Terra cava è l’unica in grado di spiegare le aurore polari, ossia di spiegare l’evidenza di una luce fortissima di tipo solare proveniente dal centro del pianeta verso l’alto, posto che tale teoria comprende il fatto che dentro il pianeta vi sia un piccolo sole.

A tutto ciò si lega il discorso del cover up governativo: ai piani alti si sa qual è la verità (clamorosamente illustrata tra le altre cose da foto satellitari sia della Terra che di altri pianeti!), come provano le numerose missioni di molti stati (tra cui la Germania di Hitler, non a caso molto vicino agli ambienti massonico-esoterici, depositari di conoscenze nascoste alle masse), cover up che comprende anche la faccenda ufo, dal momento che i numerosi avvistamenti ufo nelle zone accreditate di collegamenti col sottosuolo (i poli, ma non solo) sono decisamente e statisticamente notevoli.

Insomma, Alla scoperta della Terra cava è un testo che potrà certamente interessare molte persone, anche se, per essere onesto, lo ho trovato un po’ freddo e meno ricco di Terra cava - Nuova terra, il testo di Federico Cellina citato in apertura.

Fosco Del Nero

Titolo: Le 7 regole per avere successo (7 habits of highly effective people).
Autore: Stephen Covey.
Argomenti: successo, obiettivi, motivazione, sviluppo personale.
Editore: Franco Angeli.
Anno: 1989.
Voto: 7.5.
Dove lo trovi: qui.


Stephen Covey è da decenni considerato una delle figure più autorevoli nel campo della motivazione e della leadership, ed ha alle spalle numerose importanti esperienze tanto nelle università quanto a livello professionale, oltre che avere scritto diversi testi di successo, come Le 7 regole per avere successo, che ha avuto numerose ristampe in tutto il mondo (persino in Italia, il che è tutto dire) e che ormai considerato un classico (il libro ha oramai molti anni sulle spalle, ben 22).

Le 7 regole per avere successo, tradotto anche col titolo di I sette pilastri del successo, sostanzialmente si pone come obiettivo quello di insegnare al suo lettore ad acquisire la mentalità della persona di successo.

Nello specifico, facendo proprie le sette regole del successo, sette principi guida che Stephen Covey considera fondamentali nello sviluppo di una personalità di successo, giusto equilibrio tra conoscenza, azione, e obiettivi (che potremmo definire, rispettivamente, come sapere, saper fare e saper essere).

I principi in questione sono i seguenti: proattività, avere da subito un obiettivo in mente, dare precedenza alle priorità, coltivare un’ottica win-win, sforzarsi di capire gli altri, creare unioni di menti e capacità, puntare a migliorarsi sempre.

Stephen Covey invita il suo lettore a focalizzarsi essenzialmente su ciò che c’è di più importante nell’esistenza, sarebbe a dire le proprie immagini mentali, che a loro volta daranno luogo a certi comportamenti piuttosto che ad altri.

Ne Le 7 regole per avere successo l’autore, più che sulla teoria, le conoscenze e le abilità tecniche, punta il dito sugli atteggiamenti, su quell’attitudine mentale pronta a mettere in discussione le proprie convinzioni limitanti per favorire invece la crescita personale.

Le 7 regole per avere successo (in questa edizione arricchito anche da alcuni brani inediti dell'autore) è stato ed è tuttora un importante caso editoriale, grazie soprattutto al linguaggio e all’approccio di Stephen Covey, capace di discutere di argomenti di un certo rilievo psicologico in modo comunque discorsivo e piacevole.

Oltre alla teoria, peraltro, Covey confeziona anche un vero e proprio metodo pratico, che il singolo lettore può mettere in pratica per ottenere importanti risultati nella propria esistenza (in una parola, il successo).

Anzi, forse l’autore in taluni tratti eccede persino nel suo incedere filosofico-psicologico, fidandosi più delle sue idee che non di fatti e numeri (cosa che magari ad alcuni può piacere mentre ad altri meno).

In definitiva, comunque Le 7 regole per avere successo di Stephen Covey è un testo di certo non leggero, ma senza dubbio motivante e ispirante.

Manuel Levante

Titolo: Il giorno degli dei (The end of days).
Autore: Zecharia Sitchin.
Argomenti: storia, religione, astronomia, archeologia, cospirazionismo.
Editore: Piemme.
Anno: 2007.
Voto: 7.
Dove lo trovi: qui.


Il giorno degli dei è uno degli ultimi libri scritti dal ricercatore azero Zecharia Sitchin, purtroppo scomparso di recente, non prima però di aver avuto la possibilità, con numerosi testi, di far insorgere numerosi dubbi, soprattutto al grande pubblico, sul passato dell’umanità… ma anche sul suo futuro.

Il sottotitolo de Il giorno degli dei è “Il libro definitivo delle cronache terrestri”, cronache iniziate trent’anni prima con Il pianeta degli dei.

Di Zecharia Sitchin peraltro ho già recensito L’altra Genesi, con una buona valutazione.
Il solo fatto che un ricercatore abbia il coraggio di divulgare idee decisamente controcorrente rispetto all’establishment per me ha una grande importanza: potrebbero essere sbagliate, o giuste solo in parte, ma testimoniano una personalità integra e coraggiosa, e tengono in allenamento la nostra capacità di giudizio e di pensiero… che purtroppo, dobbiamo essere onesti nell’ammetterlo, la scuola e la nostra società in generale non incoraggia (a qualcuno è sfuggito che siamo circondati da “panem et circenses” molto più che in passato?).

Ad ogni modo, torniamo a Zecharia Sitchin e ai suoi compagni di viaggio, ossia gli Annunaki, Anu, Enki, Enlil, Marduk, Ishtar, etc.
L’autore si muove tra storia, astronomia, archeologia e religione, tracciando uno squarcio del nostro passato. Del nostro e del loro, laddove i loro sarebbero gli Annunaki, stirpe aliena che tutti i grandi testi storico-religioso-mitologici del passato testimoniano essere venuta sulla Terra e avere interagito con noi e con essa in svariati modi: genetica, cultura, religione, guerre atomiche, disastri ambientali.

Il centro della ricostruzione di Zecharia Sitchin e de Il giorno degli dei sono le antiche Sumer e Akkad, con le varie città gravitanti: Babilonia, Nippur, etc.
Ma ci si sposta anche in Giudea, Siria, Egitto, così come in Sud America e in altre parti del mondo, tutte aventi storie o leggende su Nibiru e sugli dei che scesero dal cielo.

Avendo risposto alla domanda “qualcuno è venuto?”, Zecharia Sitchin tenta di rispondere anche a quella “qualcuno tornerà?”, ricollegandola anche ad alcune ricerche umane (il sacro graal, il giorno dell’armageddon, etc).

Il giorno degli dei è dunque un testo ad ampio raggio, sia discorsivo sia tecnico in talune parti, che forse non sarà il massimo del divertimento, ma che è comunque molto interessante.

Fosco Del Nero