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Super stress - Daniela Lucini (psicologia)

Titolo: Super stress.
Autore: Daniela Lucini.
Argomenti: psicologia, salute, benessere personale.
Editore:Rizzoli.
Anno: 2009.
Voto: 7.
Dove lo trovi: qui.


Super stress di Daniela Lucini è il consiglio alla lettura di questa settimana, e tocca un argomento molto caldo, che riguarda, purtroppo, un’enorme fetta della popolazione: lo stress da lavoro.
Chi lo scrive è medico, psicoterapeuta, specialista in psicologia clinica, professore universitario, ricercatrice e consulente, esperta in gestione dello stress e in cambiamenti di vita.

Il sottotitolo del libro dice già tutto: "come superare la crisi senza che il tuo lavoro ti rovini la salute".

Partiamo dunque da un abbinamento oramai assodato: lo stress, ossia una reazione emotiva disfunzionale, influenza negativamente la salute.
Dunque, le emozioni influenzano il corpo, cosa che l’Oriente ci dice da millenni e che peraltro chiunque un minimo intelligente sapeva già per istinto, e questo a dispetto di quanto la medicina occidentale ci ha raccontato per molto tempo (fino a non molti decenni fa si negavano persino le malattie psicosomatiche, mentre oggi si inseriscono i fattori emotivi in circa l’80% delle patologie conosciute).

Ma veniamo a Super stress.
Le premesse sono statistiche: lo stress da lavoro colpisce poco meno del 30% della popolazione, e dunque è un problema molto diffuso.
Inoltre, è una delle maggiori cause di assenza dal lavoro (ovvio: per istinto evitiamo ciò che non ci piace), ed è dunque un grande costo sociale anche in termini economici.

Daniela Lucini si muove all’interno del problema in modo discorsivo e piacevole, e affronta vari argomenti come la comunicazione e le relazioni, l’assertività, il mobbing (vero o presunto), la famiglia.

E persino argomenti collaterali come il colloquio di lavoro, la scrittura del curriculum, etc...

Ne emerge un manuale facile da leggere, pieno di esempi concreti (anche se a volte si ha la sensazione che siano un po’ semplicistici e ottimistici, o comunque dei casi non tipici), che mette in grande evidenza il problema dello stress, a cui occorre far fronte intanto prevenendolo, e poi, qualora fosse necessario, affrontando le situazioni che lo hanno generato.

Testo utile e gradevole, anche se non particolarmente lungo e non particolarmente innovativo.

Manuel Levante

Di recente ho dedicato un articolo a una conferenza audio di miglioramento personale che avevo tratto dal sito Ifeelgood.it, portale gestito da Leonardo Di Paola e Viviana Taccione.

Oggi facciamo il bis, passando da Jacopo Fo a Roberto Zamparini e Sonia Germani Zamperini.
L’argomento di questa conversazione è: energie sottili e terapia della casa.

Partiamo subito dalla definizione data di energie sottili, contrapposte alle energie dense: queste ultime sono quelle su cui la scienza ortodossa effettua misurazioni, dalla luce alla gravità, dalla forza termica a quella magnetica.
Le energie sottili sono definite in modo residuale e, al contrario delle altre, non sono misurabili, ma hanno comunque effetti sulla natura e sull’uomo.

Roberto Zamperini, peraltro, è il creatore della TEV, la tecnica energo-vibrazionale, deputata appunto a intervenire nel campo delle energie sottili.

Dopo la fase introduttiva i due ospiti, soprattutto il marito (sono difatti coniugati), si lanciano in diverse considerazioni.
Interessante quella con la quale si dice che è ormai assodato che le cellule comunicano all’istante attraverso la luce, tanto che alcuni farmaci si basano su tale azione istantanea in tutto il corpo, per quanto non se ne sappia il motivo; Zamperini, inoltre, afferma che secondo lui le cellule comunicano anche attraverso la stessa energia sottile.

La quale, peraltro, avrebbe una controparte nell’energia densa, come quella densa la avrebbe nel mondo sottile.

Ci tengo a precisare che, nonostante il termine “energie sottili” richiami un po’ le atmosfere new age, il tono del lavoro del duo, e di questa stessa discussione, è molto pragmatico e razionale, tanto che spuntano fuori considerazioni e consigli molto pragmatici, come l’evitare il forno a microonde, il troppo uso del cellulare, le onde elettromagnetiche, la troppa carne rossa, l’acqua di scarsa qualità, etc.

Questi ed altri fattori, viene detto, sono quelli che costituiscono a determinare il superamento o meno dell’ “effetto soglia”.
L’effetto soglia, dal canto suo, è dato dalla capacità del singolo individuo di sopportare un certo livello di elementi squilibranti.

Per parlare in soldoni: le terapie sulle energie sottili aumentano la capacità del corpo umano di gestire tali fattori negativi, ma se essi sono troppi non c’è terapia che tenga, e il corpo si ammala.

Altro argomento interessante: le congestioni psichiche, che in sostanza sarebbero la somma delle energie psico-emotive di un certo luogo in base a ciò che in esso è successo in precedenza (gli antichi romani parlavano di memoria muri).
Per questo motivo, dice Zamperini, sarebbe il caso di deputare certe zone della casa a certe attività, senza mischiare le energie: lo studio, il riposo, lo svago, etc.
Insomma, consacrare un certo spazio a una certa cosa mantiene quella energia specifica.

Ultimo consiglio: con le piante si vive meglio.
Molte attutiscono benissimo le congestioni prodotte dai campi elettromagnetici, come per esenmpio i bambù (ma in generale le piante grasse, appuntite e con spine).
Anche in questo caso, i latini ci hanno preceduti: loro parlavano di arbores felices.

Concludendo, una conferenza interessante, specificando però che:
- al contrario di quella di Jacopo Fo, questa non è punto divertente,
- non è di genere new age-legge di attrazione-spiritualità come potrebbe indurre a pensare il suo titolo.
Per il resto, buon ascolto.

Fosco Del Nero

Titolo: Reality transurfing - Avanti nel passato.
Autore: Vadim Zeland.
Argomenti: legge d’attrazione, mente, esistenza.
Editore: Macro Edizioni.
Anno: 2004.
Dove lo trovi: qui.


È uscito da pochi giorni sul mercato italiano l’attesissimo terzo libro della saga di Vadim Zeland, Reality transurfing.

Avanti nel passato segue i precedenti Lo spazio delle varianti e Il fruscio delle stelle del mattino, che hanno avuto da noi il medesimo grande successo riscosso in tutto il mondo.
Un successo probabilmente non casuale, date le proporzioni massicce… e sono già molte le persone che affermano di utilizzare con grandi risultati i principi del transurfing esposti da Zeland, personaggio misterioso che si dichiara essere un fisico quantistico nonché studioso di cibernetica.

Principi che l’autore ha iniziato a descrivere nei primi due libri.
Se ne Lo spazio delle varianti Zeland ha descritto per l’appunto in cosa consiste il suddetto spazio delle varianti, e come funzionerebbe la nostra esistenza, ma rimanendo più che altro ad un livello di approccio teorico, ne Il fruscio delle stelle del mattino l’autore russo ha iniziato a illustrare alcune delle metodologie di intervento…

… lasciando però al terzo volume, Avanti nel passato, la trattazione di quella che lui stesso ha definito come “l’artiglieria pesante del transurfing”, motivo che spiega, oltre che la grande curiosità di chi si è limitato a leggere i primi due libri, la grande aspettativa di chi inoltre ha già iniziato a praticarli, in attesa per l’appunto di codesta artiglieria pesante.

La fama largamente positiva di Zeland (già pubblicato in molti paesi anche con altri testi oltre alla trilogia dedicata al transurfing) depone a favore del ricercatore russo, con Avanti nel passato che si presenta dunque come un successo annunciato anche in Italia.

Cosa scontata, date le promesse del transurfing: scegliere letteralmente la propria esistenza, e questo persino senza le “fatiche” di altre metodologie di crescita personale, dalle meditazioni alle autoaffermazioni.

Zeland, difatti, nel suo lavoro cambia la prospettiva del tutto: non più una lotta per arrivare in un certo punto, ma l’acquisizione della libertà vera con la cessazione della lotta stessa.

Promesse non da poco, con la conclusione della trilogia fornirà ai suoi lettori tutti gli strumenti promessi da Vadim Zeland.
Buona lettura.

Lara Laguna

Titolo: Agisci ora!!! - Guida pratica per attuare importanti cambiamenti nella tua vita.
Autore: Zewale Rovesta.
Argomenti: sviluppo personale.
Supporto: ebook.
Anno: 2010.
Dove lo trovi: qui.


La recensione di oggi vale doppio, anzi, triplo.
Uno, vi sto presentando un ottimo ebook di miglioramento personale, veramente ricco di spunti.
Due, il suddetto ebook è gratuito.
Tre, va ad arricchire la pagina dei download del sito, dopo i già presenti Una vita fantastica! e Gemme e cristalli (per riceverlo, mandate una mail a foscodelnero@hotmail.it con la scritta "Agisci ora!!!").

Il nuovo rappresentante porta il nome di Agisci ora!!! - Guida pratica per attuare importanti cambiamenti nella tua vita, ed è stato scritto da Zewale Rovesta.
Vi dico subito che il titolo è la cosa peggiore del libro, che è realmente molto ricco e succoso…

Rovesta ha una formazione evidentemente eterogenea e variegata nel mondo dello sviluppo personale, tanto che si notano citazioni e riferimenti della programmazione neurolinguistica, della legge di attrazione, dello huna.

Il focus centrale, e non avrebbe potuto essere altrimenti, siamo noi stessi, noi e i nostri pensieri, le nostre emozioni, i nostri valori, le nostre intuizioni, i nostri desideri; la convinzione dietro tutto ciò (che è anche la mia) è che siamo noi e solo noi a determinare il destino nostro e, collettivamente, quello del pianeta in cui viviamo.

Ergo, il mondo è come pensi che sia, e adesso è il momento del potere, per citare due dei principi dello sciamanesimo huna.

Ma Rovesta non si limita alla teoria esistenzialistica, ma passa anche alle cose pratiche; sia perché ogni capitolo è corredato da svariati esercizi applicativi, sia perché, oltre alle idee su magnetismo e manifestazione, si parla anche dei metaprogrammi della pnl, della linea del tempo della stessa pnl, della griglia di Eisenhower, della definzione degli obiettivi, delle affermazioni pro convinzioni, delle domande potenzianti, degli stati cerebrali beta, aplha, theta e delta, del potere dell’umorismo, delle mappe mentali, etc.

Insomma, c’è veramente tanta carne al fuoco… forse persino troppa, per il lettore che non sa concentrarsi al meglio sulle cose per esso più importanti.

Il mio suggerimento, dunque, è di leggere tutto il testo (che è molto lungo, ma è comunque piacevole e interessante), e di praticare almeno una volta i singoli esercizi… per poi continuare con quelli che si ritengono più importanti per se stessi.

Il testo, peraltro, è ricco di citazioni: tra gli altri sono citati i vari Esther Hicks, Napoleon Hil, Wallace Wattles, William Atkinson, Rhonda Byrne, Anthony Robbins, Louise Hay, Paulo Coelho, Vadim Zeland, Osho, Wayne Dyer, Carlos Castaneda, Gary Zukav, Richard Bach, Harv Eker, Kahlil Gibran, Miguel Ruiz, Jim Rohn… e mi sto limitando solo ad alcuni dei nomi proposti!

Infine, l’ebook, peraltro, si chiude con un lungo vademecum finale veramente ben fatto e ispirante, degna conclusione di un ottimo testo, che meriterebbe certamente la pubblicazione e l'acquisto a pagamento.
Il mio consiglio è dunque di leggervelo, qualsiasi siano le vostre conoscenze in ambito sviluppo personale.

Fosco Del Nero

L’articolo di oggi è un po’ particolare, visto che non andiamo a vedere un libro di pnl o sulla legge d’attrazione, ma, al contrario, ci dedichiamo a una disciplina ancora non notissima: le costellazioni familiari.

In particolare, vi segnalo il corso per facilitatori in psicogenealogia e costellazioni familiari ad approccio immaginale, tenuto da Selene Calloni Williams e Paola Bertoldi (Selene Calloni Williams è stata la prima ad introdurre l’approccio immaginale all’interno del counselling transgenerazionale e delle costellazioni familiari).

Ma andiamo con ordine.
I primi a concepire la famiglia come una sorta di sistema e ad applicare ad essa la teoria dei sistemi furono i vari Paul Watzslawick, Gregory Bateson, Janet Helmick Beavin, Don Jackson, e in generale gli altri ricercatori della Scuola di Palo Alto.
Dunque, la famiglia è da loro concepita come un sistema complesso, con le sue regole e le sue precipue caratteristiche, che nascono dal sistema stesso e che contribuiscono a conferirgli una sua “intelligenza”.

A questo punto interviene la psicogenealogia o psicologia transgenerazionale (e qui come non citare la scuola di Anne Ancelin Schützenberger, analista e autrice de La sindrome degli antenati), che si accosta ai cosiddetti “legami affettivi invisibili” che legano le persone ai propri antenati, spingendole a vivere la loro vita come una sorta di riedizione del mito transgenerazionale.

In pratica, tutti noi saremmo spinti a recitare dei ruoli che perpetuano pensieri ed emozioni (in una parola, il destino) dei nostri avi, e questo per via di un inconscio “obbligo d’amore” nei loro confronti.
Per dirla in soldoni, gli antenati influenzerebbero così le generazioni successive.

Per risolvere tale legame, all’interno delle costellazioni familiari ad approccio immaginale si utilizzano diversi strumenti, come ad esempio il genogramma e lo psicodramma, unitamente ad altre metodologie frutto di ricerche presso svariate popolazioni (come le tribù animiste del Myanmar).

Veniamo ora all’approccio immaginale, nato all’interno della psicologia analitica di Jung e poi proseguito con gli studi di psicologia archetipica di Hillmann.
In tale approccio il corpo e il mondo sono interni alla psiche, fatto che riecheggia quelle correnti filosofiche e di pensiero che ritengono che la realtà sia una “immaginazione psichica”.

Secondo tale ottica, quindi, le cose sono sì oggettive, ma siamo comunque noi a produrre la realtà, e non “risultati” della stessa.
Per citare Aurobindo, “noi siamo i maestri delle cose, non le vittime delle loro reazioni”.

Il metodo simboloimmaginale ha proprio lo scopo di riappropriarsi della realtà intesa come effetto della propria psiche, trovando in se stessi le forze per interagire su di essa in modo positivo e fattivo in un’ottica di crescita personale.

Sempre per dirla in soldoni, l’obiettivo finale del metodo simboloimmaginale è depotenziare le proprie paure, che sono l’ostacolo al proprio sviluppo e al proprio successo personale.

Come sempre, ogni spunto è utile perché aumenta le nostre opportunità; chi volesse saperne di più può approfondire qui: www.nonterapia.ch.

Fosco Del Nero

Il senso non comune della vita - Mel Gill (mente)

Titolo: Il senso non comune della vita (Uncommon sense).
Autore: Mel Gill.
Argomenti: sviluppo personale, mente, psicologia, felicità.
Editore: Macro Edizioni.
Anno: 2010.
Dove lo trovi: qui.


La presentazione di questa settimana riguarda l’ultimo libro scritto da Mel Gill, consulente e psicoterapeuta, nonché autore di The meta secret, testo di buon successo scritto qualche tempo fa sulla scia di The secret, di cui sfrutta non solo il nome, ma anche alcuni degli autori presenti nel testo (Bob Proctor, Joe Vitale, etc).

Mentre il libro appena citato si riferiva evidentemente alla legge di attrazione, avendo quindi un tessuto di tipo esistenziale, questo Il senso non comune della vita ha come focus psicologia e punto di vista, intendendosi come un manuale sulle prospettive di vita e sul modo di cambiarle, qualora ve ne fosse bisogno.
Il tutto per cogliere il “senso della vita”… o almeno il senso della nostra vita.

L’idea di partenza è comune a molti testi su argomenti similare, e consiste nel fatto che molte delle nostre convinzioni non sono nostre, ma ci derivano da famiglia, scuola, società, mezzi di comunicazione di massa, etc.

Ora, il problema è che spesso queste convinzioni sono false credenze, ossia cosa che crediamo ma che non corrispondono a verità… o comunque sono credenze depotenzianti, che sarebbe dunque il caso di modificare.

Qui entra in gioco Mel Gill, che illustra quello che è il suo metodo di rapportarsi agli eventi e alle persone che fanno parte della nostra vita.
Tale metodo utilizza tra le altre cose alcuni test psicologici, finalizzati a comprendere i propri limiti e a migliorare la nostra prospettiva di vita, interpretandola al meglio.

Il “meglio” comprende passione ed entusiasmo, come peraltro sottolinea praticamente qualunque trainer di sviluppo personale o qualunque maestro spirituale (e ci sarà un motivo se questo è uno dei consigli più gettonati).

Il libro inoltre propone anche alcuni piccoli saggi scritti da altri autori di crescita personale o personaggi vari: da Brian Tracy (autore di importanti testi di autosviluppo come Abitudini da un milione di dollari) a Roy Rogers (attore-cantante), riportati come testimonianze fattive di quanto illustrato in precedenza.

Insomma, Il senso non comune della vita è un libro che potrebbe interessare tutti coloro che sono alla ricerca del senso della propria vita, o tutti coloro che desiderano migliorare la propria prospettiva esistenziale.

Lara Laguna

Titolo: 7 strategie per la ricchezza e la felicità (7 strategies for wealth & happiness).
Autore: Jim Rohn.
Argomenti: sviluppo personale, successo.
Editore: Gribaudi Edizioni.
Anno: 1996.
Voto: 7.
Dove lo trovi: qui.


Jim Rohn è un personaggio molto apprezzato nel mondo dello sviluppo personale.
Suoi estimatori sono per esempio Anthony Robbins, Mark Victor Hansen, o il nostrano Luigi Di Salvo.

Al di là dei nomi importanti, comunque, i libri di Jim Rohn sono stati acquistati da molte persone, tanto da avere generato una fama largamente positiva (Rohn ha fama di grande motivatore e oratore).

Uno dei suoi testi più celebri è senza dubbio 7 strategie per la ricchezza e la felicità, libro in cui l’autore riporta quelli che secondo lui sono i principali punti da implementare per vivere una vita soddisfacente.

Rohn trae spunto anche dalla sua esperienza personale, spiegando la sua ricetta per la ricchezza e la felicità, che vanno costruite, secondo lui, a piccoli passi, lavorando pian piano su se stessi, certi che parallelamente il fuori corrisponderà al dentro.

Vado ora a citare al volo le sette strategie indicate:
- liberare il potere degli obiettivi (dunque motivazione, sogni e passioni personali).
- ampliare le proprie conoscenze (sapere è fondamentale: dedicare un po’ di tempo ogni giorno ad esso).
- imparare a cambiare (essere disposti a mettersi in gioco).
- tenere sotto controllo le proprie finanze (imparare a gestire il denaro: spese, investimenti, beneficienza, etc).
- essere padroni del proprio tempo (sapersi organizzare bene).
- circondarsi di vincitori (chi abbiamo intorno è spesso il riflesso, la sintesi di noi stessi).
- imparare l’arte di vivere bene (che poi è la cosa più importante di tutte).

Nulla di nuovissimo, dunque, ma il tutto è esposto con grande entusiasmo e chiarezza, fatto che aiuta il lettore a riflettere sui vari punti, aiutandolo di fatto a riflettere su di sé e sulla propria condizione.

Il testo, peraltro, è assai agile e si legge velocemente, anche per i motivi prima detti (è di facile lettura ed è molto motivante).

7 strategie per la ricchezza e la felicità si chiude con il capitolo dedicato al “giorno che cambierà la vostra vita”, in cui Jim Rohn parla sostanzialmente delle due leve che muovono l’uomo: da un lato il ribrezzo.fastidio e dall’altro i desideri (in programmazione neurolinguistica si parlerebbe dei metaprogrammi “via da” e “verso”).

Insomma, un buon libro.

Manuel Levante

Quest’oggi propongo un’altra conferenza audio scaricata da internet, e precisamente dal sito Ifeelgood.it, portale gestito da Leonardo Di Paola e Viviana Taccione dedicato al mondo dello sviluppo personale ad ampio raggio (molto si ricorderanno di loro per via dell’iniziativa di Zen to done).

Questa è la loro prima conferenza che ascolto, e devo dire che sono capitato bene, visto che l’ospite era uno di quelli che hanno tante cose da dire: Jacopo Fo, scrittore, comico, fondatore della scuola di Alcatraz, etc.

Il file audio porta il nome di 1000 motivi per cui è meglio ridere che piangere.

Fo parte dalla connessione tra umorismo e formazione, raccontando di come le sue lezioni di formazione sono poi divenute spettacoli teatrali; collegamento non certo inutile, dato che è provato che una buona disposizione di spirito aumenta enormemente le capacità di apprendimento.

In generale, comunque, dice lo scrittore, ridere fa bene, fisiologicamente ed emotivamente, come ormai è assodato: le persone allegre vivono di più e meglio, e sanno cogliere le cose belle della vita (come confermano libri come L'ottimismo logico o Fattore fortuna).

Inoltre, aggiunge Fo, l’ironia è un segno di intelligenza.
L’ironia, anzi, aiuta a prendere bene la vita, che è essa stessa ironica e paradossale.

Questa visione delle cose si contrappone in modo molto netto ai luoghi comuni di impronta passata per cui “risus abundat in ore stultorum” e per cui le persone in gamba e affidabili sono quelle serie, idee che Fo si compiace stanno passando di moda, segnando un passaggio da una società seriosa-repressiva-battagliera-militaresca a una società più ironica e gioviale.

Così come l’essere seri, continua poi Jacopo Fo, vi sono altre cose che sono state eccessivamente caricate e complicate, come il sesso, l’affetto e il contatto fisico, etc.

Persino la respirazione, dice lui, è stata allontanata dal dato naturale, con quello che è il regolatore per eccellenza del respiro e del ritmo vitale (lo sbadiglio) che è stato reso una cosa socialmente sconveniente e da evitare.

Fo chiude la conferenza parlando infine di miglioramento personale, e sottolineando, dal suo stesso caso personale, come i più grandi ottenimenti nella vita nascano da un periodo di crisi, diventato poi un’opportunità di cambiare e infine un’effettiva crescita di sé e della propria esistenza.

Occorre dunque affrontare i propri problemi e vivere la vita dandosi da fare, senza deprimersi adattandosi a un’esistenza mediocre.
In tal senso, abbiamo da una parte i depressi, e dall’altra gli entusiasti.
La differenza tra loro sta solo nel fatto che i secondi hanno dei sogni e una passione da portare avanti.

Conferenza audio molto bella e motivante, una delle più ispiranti che abbia sentito finora (e che ha dunque contribuito, come altre, a migliorare i miei spostamenti in macchina); belle idee e bel personaggio.

Fosco Del Nero

Titolo: La vera meditazione (True meditation).
Autore: Adyashanti.
Argomenti: meditazione, salute, benessere.
Editore: Bis Edizioni.
Anno: 2006.
Dove lo trovi: qui.


Due settimane fa ho presentato un dvd sulla meditazione, cioè Meditazione facile come l’ABC di Simonette Vaja, e oggi facciamo il bis, con La vera meditazione di Adyashanti, che però è un libro.

Il perché di questo bis è semplice da dire: ritengo che la meditazione sia uno degli strumenti di crescita personale più importanti a nostra disposizione, e questo al di là di chi siamo, dove viviamo, che valori abbiamo, quali sono i nostri desideri, etc.

Dunque, ogni tanto da parte mia vi arriverà uno spunto in questa direzione…

Adyashanti, nome che significa “pace primordiale,” è un maestro zen da ormai molti anni, noto per il suo stile poco ortodosso, e ha già pubblicato diversi libri.

La vera meditazione è stato edito in Italia da Bis (casa editrice specializzata nella crescita personale e che ha nel suo portafoglio autori come Napoleon Hill, Bärbel Mohr, James Allen, Rudolf Steiner, Robert Collier, Charles Leadbeater, etc), ed è per l’appunto dedicato alla pratica della meditazione.

Meditazione che, per Adyashanti, non esiste in senso tecnico, ma, semplicemente, come un lasciarsi andare e confondersi con l’universo, come la goccia che improvvisamente si rende conto di far parte del tutto più vasto dell’oceano.

Tale “confondersi” dovrebbe dunque investire ogni settore della vita, e, anzi, vita e meditazione dovrebbero essere la stessa cosa.

Meditazione, in questo senso, significa consapevolezza, tanto di sé quanto dell’insieme più grande ci cui si fa parte.

La vera meditazione è un bell’invito-introduzione alla meditazione, pratica che, non a caso, gli spiriti illuminati di tutti i tempi hanno sempre consigliato; vale la pena provare, dunque, che sia iniziando da un libro, da un dvd o da un corso dal vivo.

Lara Laguna

Titolo: L’ottimismo logico (Hard optimism: how to succeed in a world where positive wins).
Autore: Price Pritchett.
Argomenti: psicologia, mente, pensiero positivo.
Editore: Etas.
Anno: 2007.
Voto: 6.5.
Dove lo trovi: qui.


Fino a questo punto ho recensito tre testi: Trappole mentali di Matteo Motterlini, Sviluppare le proprie capacità con la pnl di Andrew Bradbury, Non mangiare mai da solo di Keith Ferrazzi.
Com’è evidente, l’elemento in comune tra di essi è l’approccio mentale in relazione al proprio successo personale.

Laddove con successo personale intendiamo non tanto soldi e status symbol (anzi, di queste cose ce ne frega poco a dire il vero), quanto felicità individuale e buone relazioni interpersonali.

Anche il quarto libro ha quest’impronta: L’ottimismo logico, di Price Pritchett.
Sottotitolo: "Ciò di cui abbiamo bisogno nel lavoro e nella vita".

La tesi del libro è piuttosto semplice, e peraltro intuibile dal titolo: essere ottimisti è meglio che essere pessimisti.

L’autore, fondatore di una società di consulenza con sedi in sette nazioni e clienti del livello di Johnson & Johnson, Hewlett Packard, IBM, etc, porta a sostegno della sua tesi (che peraltro solo un idiota si darebbe la pena di controbattere) numerose ricerche sul fatto che gli ottimisti sono più velici, vivono più a lungo, hanno relazioni migliori.

Essi, identificati nel 25% della popolazione, hanno un impatto positivo sulla loro vita per il semplice motivo che non sono gli eventi esterni a determinare la nostra felicità, ma come noi reagiamo ad essi.

Al contrario, i pessimisti hanno più problemi di salute, sono tristi, godono con difficoltà delle cose belle della vita e sembrano attrarne sempre più di brutte (i miei amici Fosco e Lara, più interessati di me a questo campo, parlerebbero subito di legge di attrazione).

I consigli di Price Pritchett?
Coltivare i pensieri fiduciosi, eliminare quelli negativi, far diventare l’aspettativa positiva una vera e propria abitudine di vita, praticare la gratitudine e il perdono, puntare sulle nostre qualità migliori e vivere continuamente in uno stato di flusso, ossia quello stato in cui facciamo le cose che ci piacciono completamente dedicati ad esse.

L’ultimo principio del libro rivela quella che probabilmente è una parentela con la già citata legge d’attrazione: agite come se provaste già ciò che volete provare, parole testuali.

A conti fatti, L’ottimismo logico in partenza ricorda Il fattore fortuna di Richard Wiseman, col suo approccio psicologico-scientifico, ma alla fine potrebbe tranquillamente essere rapportato ai i vari Chiedi e ti sarà dato dei coniugi Hicks e L’effetto Isaia di Gregg Braden, testi che peraltro possono risultare un utile complemento per passare dall’ambito psicologico a quello esistenzialistico.

Una buona lettura, per quanto un poco corta.

Manuel Levante

Uno dei miei principi direttivi nel gestire questo sito è quello di offrire più informazioni possibile, significando con ciò tanto il contenuto (che poi sono gli argomenti che interessano me, ma come me presumo molti altri appassionati di sviluppo personale), quanto il contenente (ossia mezzi come libri, video, audio, etc).


Un’idea cui sono molto legato è quella dell’ottimizzazione del proprio tempo, che sia libero o meno, e in tale ottica, come ho già avuto modo di riferire, spesso durante gli spostamenti in macchina ascolto dei file audio di miglioramento personale (s’impara sempre qualcosa e il viaggio è piacevole!).

Non a caso, di recente ho presentato una serie di file audio di Piernicola De Maria, trainer di pnl, mythoself, comunicazione, etc, che apprezzo molto e che spesso realizza dei file audio, gratuiti e non.

Dopo quelli della scorsa volta, ne ho sentiti altri due:
- Cambiare idea, cambiare idee,
- I valori della persuasione.

Da precisare che ambo i file costituivano una sorta di introduzione agli omonimi corsi di formazione di De Maria, e dunque utili non solo ad apprendere qualcosa già in partenza, ma soprattutto a capire se il corso potrebbe interessare.

L’argomento, peraltro, è in comune: valori, relazioni interpersonali e comunicazione.

Nel primo file, portato avanti a due voci con Francesco Bellomi, i due discutono dei valori delle persone: ogni persona ha i suoi valori e in particolare la propria scala dei valori, fatto che peraltro ci rende immediatamente simpatiche o antipatiche le persone.
Interessante l’osservazione per cui spesso, in presenza di qualcuno con valori differenti dai nostri, si tende a cercare di convincerlo o comunque di forzarlo, laddove invece è più efficiente e produttivo passare da un atteggiamento di scontro di valori a uno di collaborazione pur in presenza di diversità (che anzi spesso possono essere arricchenti per ambo le parti).
Argomento importante, peraltro, perché si tratta di dinamiche non solo relative a campi specifici come per esempio il lavoro, ma onnipresenti.

Nel secondo file, a mio avviso decisamente più interessante e riuscito, Piernicola De Maria parla ugualmente di valori, ma in modo più sottile.
Dapprima definendo la propria mappa dei valori come una sorta di ingranaggio irresistibile che distrugge quello che si mette in mezzo, ma che al contempo cambia la sua inerzia se si tocca la leva giusta (ed ecco che subentra la persuasione, che non è un’imposizione mentale, ma l’illustrazione di un punto di vista che fa spostare un poco l’interlocutore).

Il formatore peraltro sottolinea come di solito chi è molto addentro alla propria mappa dei valori faccia fatica a comprendere e ad accettare quella altrui, e che è possibile identificare alcuni gruppi di valori:
- struttura-gerarchia (coloro che hanno bisogno di regole e di una struttura sociale molto forte),
- autodeterminazione e successo personale (coloro che vogliono raggiungere alti traguardi personali),
- senso di comunità e giustizia (desiderio di livellare lo squilibrio generato dal secondo livello),
- gruppo sistemico-libertà (equilibrio tra i due precedenti gruppi).

De Maria, poi, sottolinea come sia frequente che, in un periodo di crisi, si torni al livello precedente (per esempio, gli “autodoterministi” in un momento di crisi tornano a desiderare regole e struttura).

L’argomento successivo è l’estrazione dei valori personali, pratica molto diffusa e utile nei settori della vendita, della persuasione e della comunicazione latu sensu, specificando due cose:
- i valori estratti sono di solito quelli in situazione ideale (come detto in momenti di crisi emergono altri fattori),
- i valori sono relativi ai comportamenti fattivi, non alle mere parole.

In conclusione, il trainer di mythoself-pnl suggerisce un piccolo esercizio: chiedersi cosa vogliamo e perché, e da lì notare in quale sistema di valori gravitano le cose che desideriamo.

In conclusione, due file audio gratuiti su argomenti simili, ma col secondo a mio avviso molto più interessante del primo.
Grazie, come sempre, a chi li ha condivisi gratuitamente.

Fosco Del Nero

Titolo: I tempi finali (Kryon - The end times).
Autore: Kryon, Lee Carroll.
Argomenti: spiritualità, esistenza, esoterismo, new age.
Editore: Macro Edizioni.
Anno: 1993.
Dove lo trovi: qui.


In molti conoscono Lee Carroll per i suoi studi e le sue pubblicazioni sui bambini indaco, una specie di bambini che si presume più matura ed evoluta delle precedenti, fenomeno che si pensa coinvolga un numero sempre maggiore di nuovi nati, anche in ragione del continuo processo di evoluzione e crescita spirituale della razza umana e del pianeta Terra.

Tuttavia, il nome di Lee Carroll è associato soprattutto a quello di Kryon, un'entità positiva di tipo angelico che sarebbe canalizzata dallo stesso ricercatore e che si farebbe portatore di numerosi messaggi (il discorso è il medesimo di J.Z. Knight - Ramtha).

I tempi finali è il primo libro di Kryon-Lee Carroll, ed è ancora quello di più grande eco, ormai tradotto in numerose lingue e venduto in milioni e milioni di copie.

In Italia la Macro Edizioni sta proponendo una nuova edizione, curatissima, fatto che potrebbe essere un’occasione per conoscere Kryon e i suoi messaggi per tutti quelli che non lo avessero fatto finora.

Ne I tempi finali Kryon in pratica presenta se stesso, rivelando chi è e quale è il suo scopo (ossia accompagnare l’umanità e la Terra nella loro evoluzione spirituale), illustrando peraltro le sue predizioni sul futuro prossimo.

L’opera però non è solo teorica, visto che oltre che alcune predizioni, sono presenti anche strumenti e consigli su come affrontare al meglio il periodo di transizione spirituale (e non solo) che ci aspetta.

È chiaro che un argomento così particolare e fuori dal pensare comune troverà sulla sua strada molti scettici, e difatti tanti sono i critici di Kryon - Carroll quanti sono i suoi estimatori.

Coloro che però si accostassero ad esso con mente aperta troveranno un testo importante, pieno di contenuti altrettanto importanti, che si propone di accompagnarci nella contemplazione di un nuovo paradigma esistenziale.

Lettura da fare.

Lara Laguna

Titolo: Non mangiare mai da solo (Never eat alone).
Autore: Keith Ferrazzi, Tahl Raz.
Argomenti: comunicazione, successo, relazioni.
Editore: Sperling & Kupfer Editori.
Anno: 2009.
Voto: 7.5.
Dove lo trovi: qui.


“Colleghi, amici, contatti: il segreto del successo”, questo il sottotitolo di Non mangiare mai da solo, libro scritto a quattro mani da Keith Ferrazzi e Tahl Raz.

Argomenti: la comunicazione, le relazioni interpersonali, con l’orizzonte di fondo del successo personale.

Keith Ferrazzi, autore principale del libro (e che ha lavorato per la Yale University e per il Collegio Berkeley), ha così individuato l’elemento in comune delle persone di successo: ossia la loro grande capacità di usare le relazioni interpersonali a loro vantaggio.

O meglio, a vantaggio di tutti, dato che l’ottica è quella di passare dalla mentalità “sto tenendo il punteggio e vincerò sicuramente io” alla mentalità “tutti ottengono quello che voglio e così saremo felici”.

Altro punto importante descritto: le relazioni personali vanno mantenute nel tempo con regolarità, fosse anche solo per un saluto o un breve incontro.
Non va bene, dunque, cercare gli altri solo quando ci servono.

L’autore, al contrario parla anzi espressamente di generosità e di altruismo, di dare spontaneamente senza attendersi nulla in cambio sul momento, certi che prima o poi tale generosità troverà un corrispettivo negli altri e che, anche in mancanza di un ritorno, sarà valso comunque alla costruzione di un bel rapporto umano.

Non mangiare mai da solo, che sintetizza il principio delle buone relazioni umani nel motto del dividere il desco con gli altri (fatto che da sempre agevola conoscenza e familiarità), si dimostra un testo chiaro, di lettura piacevole e rapida, assai sincero nei suoi intenti.

Peraltro, i due autori si concentrano anche su altri temi rispetto al network sociale, come per esempio gli obiettivi, l’intraprendenza, le proprie passioni.

Tirando le somme, Non mangiare mai da solo risulta un testo ben fatto, godibile e anche utile, pieno di buoni consigli (anche se alcuni appaiono più adatti alla realtà sociale e lavorativa statunitense piuttosto che italiana, specie provinciale), e che merita certamente di essere letto.

Manuel Levante