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Il dente avvelenato - Antonio Miclavez (salute)

Quest’oggi propongo una conversazione audio assai interessante, per quanto dedicata a un argomento assai poco divertente.
L’argomento è l’odontoiatria e la suddetta conversazione porta il titolo "Il dente avvelenato".

Come molti altri che ho presentato, anche questo file è scaricabile gratuitamente da Miglioriamo.it, portale creato da Italo Cillo e dedicato al mondo del miglioramento personale, dal benessere fisico a quello mentale, a quello spirituale.

Il sottogenere sarebbe ovviamente quello del benessere fisico, e in particolare, come detto, ci occupiamo di denti, argomento forse poco divertente, ma certamente importante (lo sappiamo dal dolore che proviamo nell’avere problemi ai denti e nel pagare il dentista che se ne occupa :p).

L’intervistato è Antonio Miclavez, dentista assai noto nonché già autore di svariati libri, tra cui quello di cui vedete l'immagine, “Odontoiatria naturale” (curiosamente, poi si è dedicato ad argomenti economici).

Miclavez prende in esame alcuni punti dell’odontoiatria classica, e in generale della cura dei denti, e lo fa in modo per noi preoccupante.

Già la prima asserzione è da mettersi le mani nei capelli: “il fluoro è tossico”.

La seconda non è da meno: “le amalgame sono tossiche”.

Il corollario a quest’ultima frase non è peraltro tranquillizzante: “tutti i metalli producono corrente e quindi squilibrio nella bocca”.

Anche il principio seguente non aiuta a tranquillizzare: “il tartaro va tolto a mano e non con le macchine”.

I concetti discendenti da questi pochi punti sarebbero che:
- andrebbero evitati tutti i prodotti col fluoro, dai dentifrici ai colluttori (che peraltro in molti dicono non servire a niente),
- non bisognerebbe farsi mettere in bocca del metallo, perché fa reazione col ferro dell’emoglobina e con lo zinco dell’insulina,
- occorrerebbe cercarsi un dentista naturopata.

Ancora: il filo interdentale va usato almeno ogni 2-3 giorni.

E ancora: bisogna andare almeno una volta all’anno a farsi togliere il tartaro manualmente.

Infine, giacché c’è, Miclavez da un paio di consigli generici:
- bere molta acqua, possibilmente calda o tiepida per attivare il fuoco intestinale,
- defecare la mattina (con tanto di citazione di proverbio latino: “defecatio matutina es tamquam medicina, defecatio meridiana neque bona neque sana”),
- farsi molti centrifugati, di frutta o verdura.

In definitiva, una conferenza audio per certi versi allarmante (peraltro su fluoro e amalagame vi è un’accesa discussione in dottrina), ma certamente interessante e utile per chiunque voglia prendersi cura della propria salute.

E, se c’è un principio che è bene acquisire dallo sviluppo personale, è proprio quello di prendersi cura e responsabilità di se stessi e della propria vita.

Fosco Del Nero

Fattore fortuna - Richard Wiseman (psicologia)

Titolo: Fattore fortuna (The luck factor).
Argomenti: psicologia, fortuna, successo.
Autore: Richard Wiseman.
Editore: Sonzogno.
Anno: 2003.
Voto: 7.5.
Dove lo trovi: qui.


Di recente un libro ha attirato la mia curiosità, tale Fattore fortuna, e ho quindi colto l’occasione di acquistarlo e di leggerlo.
Ora lo recensisco per voi.

Si tratta di un testo pubblicato nel 2003 da Richard Wiseman, uno psicologo che ha avuto al felice intuizione di dedicarsi al tema della fortuna, presunta o reale, studiando le casistiche di presunti fortunati o iellati.

Non si tratta dunque di una trattazione speculativa o di un testo di tipo new age, ma di un vero e proprio studio scientifico, portato avanti per anni e di cui Fattore fortuna costituisce il resoconto scritto.

L’intento di Wiseman era chiaro: ossia individuare gli elementi comuni ai fortunati, dal punto di vista di convinzioni, atteggiamenti e approccio alla vita, e quelli comuni agli sfortunati.

Da una casistica decisamente vasta e corposa non era affatto detto che emergessero dei dati statisticamente rilevanti… e invece i risultati, riportati nel libro anche sotto forma di numeri e di grafici, sono piuttosto sorprendenti, indicando come la “fortuna” o la “sfortuna” non siano casuali, ma costituiscano una diretta conseguenza di come ci si relaziona alla vita e agli altri.

Devo dire la verità: nonostante il testo sia interessante, e molto, il suo contenuto non mi ha stupito affatto, e anzi, con gli occhi della legge di attrazione, lo studio effettuato da Wiseman e i suoi risultati mi sono parsi a dir poco scontati…

Se dunque chi si sia già avvicinato alla legge dell’attrazione forse non sarà particolarmente interessato a questo Fattore fortuna, è probabile che, viceversa, il testo possa piacere molto ai cervelli più razionali e matematici, particolarmente attratti da dati e numeri.

Lo stesso Wiseman sembra biasimare in alcuni punti del suo libro la corrente di law of attraction e manifesting, anche se, guarda un po’, alla fine fa notare come i “fortunati” si dedichino in buona parte (una parte statisticamente impossibile da ignorare, e i numeri non mentono mai) a:
- meditazione,
- rilassamenti,
- visualizzazioni,
- definizione di obiettivi,
- affermazioni,
- interruzioni di schema.

Tanto da consigliare egli stesso tali esercizi ai suoi lettori come elementi utili a espandere la propria fortuna, e tanto da citare egli stessi autori come Robert Collier (uno di coloro che, insieme a Charles Haanel, Wallace Wattles e altri, hanno ispirato The secret e libri affini).

"Fattore fortuna" che, studio alla mano, è identificabile in quattro principi generali:
1. Cogliere al volo le occasioni della vita.
2. Seguire l’istinto.
3. Essere ottimisti
4. Trasformare la sfortuna in fortuna.

Con tanto di sottoprincipi e di esercizi ad hoc, finalizzati a implementare l’applicazione di tali principi, e quindi la propria fortuna.

In definitiva, in Fattore fortuna abbiamo dei principi generali, degli esercizi della fortuna, la casistica dei fortunati-sfortunati, e i risultati della “scuola della fortuna” cui Wiseman ha sottoposto i suoi soggetti di studio.

Un testo dunque molto interessante, che, alla fine della fiera, costituisce una visione alternativa (ma molto simile) alla legge di attrazione-vibrazione-risonanza.

Fosco Del Nero

Quest’oggi recensisco una conversazione audio che mi è piaciuta abbastanza, quella tenuta da Sandro Carriero, intervistato da Italo Cillo per il suo portale Miglioriamo.it, da cui è liberamente scaricabile.

Tale conversazione porta il titolo di Nati per essere felici, titolo che illustra con buona chiarezza i suoi argomenti centrali: felicità, benessere, sviluppo personale.

Argomenti un po’ vaghi, ok, e in effetti la conversazione assume più il tono di un affresco teorico che di una trattazione pratica, cosa forse legata anche alla figura di Sandro Carriero, non coach di empowerment o trainer di pnl, ma attore, scrittore e filosofo.

Tuttavia, al di là della mancanza di spunti pragmatici e fattivi, i concetti esposti sono belli e importanti, motivo per cui la conferenza mi è piaciuta.

Già la prima idea esposta ha una certa importanza: se noi seguiamo la nostra vera essenza, non possiamo che essere felici, mentre proviamo disagio quando, al contrario, non seguiamo la nostra natura.
Tale disagio, poi, da psicologico diventa fisico.

Ma cosa è la felicità?
La felicità, come altre cose sottili come l’amore o Dio, non si può spiegare, dice Carriero, ma occorre viverla.
È interessante notare, però, che un sinonimo di felicità, ossia benessere, sia per l’appunto ben-essere e non ben-avere.

Quanto al raggiungerla, noi rafforziamo ciò che guardiamo e su cui ci concentriamo: se osserviamo gli ostacoli, dunque, ne vedremo spesso…

E ostacoli e problemi cosa sono?
Sono dei messaggeri, che ci indicano un problema da superare. Se lo si supera, si passa a un livello superiore.
Ma come si supera un problema?
Accettandolo e andando avanti; se viceversa gli facciamo resistenza, aumenteremo anche la sua ("what you resist persist", dicono da qualche parte).

Tornando alla felicità, cosa è che allora ci porta sulla giusta strada?
Tutto ciò che ci dà energia, dice Carriero.
Ossia tutto che facciamo con entusiasmo.

Cosa che poi è probabilmente il problema principale della società in cui viviamo, con il 98% delle persone che fa qualcosa che non ama, e che magari invece odia proprio.

Fondamentale dunque chiedersi chi si è e cosa si vuole fare.
Dopo che si capisce chi si vuole essere, il passo successivo è quello di iniziare a sentirsi come vuoi essere… cosa che sa molto di legge di attrazione, peraltro…

E difatti, il concetto seguente è che noi attraiamo ciò di cui abbiamo bisogno: le frequenze vibrazionali in questo senso sono decisive e infallibili.

Altri due concetti molto belli chiudono la conversazione:
- siamo liberi quando non abbiamo padroni (persone, paure, dipendenze),
- ognuno può dare agli altri solo quello che ha (se il nostro bicchiere è vuoto, non possiamo dare da bere a nessuno; mentre, se contiene acqua inquinata, avveleneremo anche gli altri).

Insomma, una conversazione priva di tecniche specifiche (peraltro difficili da dare all’interno di un breve file audio), ma assai densa di spunti, e spunti importanti, che vale certamente le pena di ascoltare.

Fosco Del Nero

Ennesima conversazione estrapolata dal sito Miglioriamo.it, il portale creato da Italo Cillo sullo sviluppo personale.
Ricordo anche, per i nuovi lettori, che tali file sono scaricabili gratuitamente sullo stesso sito.

Il file che presento oggi è intitolato La grande differenza, e in esso il padrone di casa Italo Cillo intervista Sebastiano Zanolli, formatore e coach.
Peraltro, La grande differenza è il medesimo titolo del libro dello stesso Zanolli.

Da un formatore-coach e da un tale titolo sarebbe lecito aspettarsi una conferenza su successo, autostima e realizzazione di sé.
In effetti, questi sono proprio i temi di tale file…

Tanto che la prima definizione è dedicata all’idea di successo, che secondo Zanolli è: fare ciò che si vuole fare.
Va da sé che tale frase può declinarsi a vari settori, di cui quello finanziario-lavorativo è quello che salta maggiormente all’occhio.

Ok, ma in cosa consiste la “grande differenza”??
La grande differenza consisterebbe in un atteggiamento legato al porsi un obiettivo dietro l’altro.

Zanolli, difatti, dice che è importantissimo porsi continuamente degli obiettivi nella vita: chi siamo? Cosa vogliamo fare? Quali sono i nostri desideri?

L’ottica di fondo è quella del miglioramento continuo, per cui il “successo” non sfama, ma anzi fa venire ancora più appetito, laddove invece l’insuccesso genera un forte travaglio interiore, da cui può derivare o una reazione-soluzione o il fallimento.

In tal senso, secondo questa ottica puramente binaria, il successo è il risultato di insistenza e persistenza.

E, dice Zanolli, per raggiungere ciò è importante fare stretching rispetto alla propria zona di comfort… ma ovviamente con giudizio…

Sebastiano Zanolli poi chiude con una frase molto bella, di grande insegnamento a mio avviso: “far passare il tempo è un crimine”.
Infatti, quando pensi di far passare il tempo, che poi è la tua vita, stai sbagliando qualcosa, perché non sei allineato con i tuoi obiettivi-desideri.

Inoltre, quando noi “facciamo passare la vita” e non agiamo, e dunque non decidiamo, qualcun altro lo farà per noi, come dice Bandler.

L’ultimissimo concetto è molto semplice, ma ha grandi applicazioni pratiche, se solo lo praticassimo…
Quando non ci piace qualcosa abbiamo solo tre possibilità:
1. Non farlo più.
2. Farlo meno.
3. Farlo fare agli altri.

Spesso la vita è semplice e siamo noi che ce la complichiamo…

Fosco Del Nero

Titolo: Scopri lo spazio sacro dentro al tuo cuore (Enter into the sacred space within the heart).
Autore: Drunvalo Melchizedek.
Argomenti: spiritualità, esistenza.
Editore: Macroedizioni.
Anno: 2005.
Voto: 6.
Dove lo trovi: qui.


Oggi recensisco un testo di un autore che negli ultimi anni ha avuto un certo seguito di pubblico, grazie a libri di successo come L’antico segreto del fiore della vita o Il serpente di luce.

Parlo di Drunvalo Melchizedek, e in particolare di Scopri lo spazio sacro dentro al tuo cuore, libro più cd allegato con inclusi alcuni brani di rilassamento guidato, utili a effettuare una meditazione consigliata dall’autore.

Autore che, nel corso del testo, non particolarmente lungo, ha descritto alcune sue esperienze di tipo estatico-meditativo-evocativo, ed è stato a contatto con molte persone “particolari”: da alcuni sciamani, ad alcuni bambini con poteri particolari.

In effetti, Melchizedek più che un maestro si considera, e lo dice abbastanza chiaramente, uno studente, magari un po’ più avanti di molte persone sulla via della consapevolezza, ma che comunque non si dà arie da guru, nonostante la sua notevole esperienza diretta e indiretta di pratiche e di eventi assai strani.

Lo stesso “spazio sacro dentro al cuore” corrisponde a una sorta di visione cui si accede dopo essere penetrati per l’appunto nel proprio spazio sacro, e che rappresenterebbe un non-luogo, precedente a ogni luogo fisico del Creato.

In tale non-luogo, che potrebbe essere una caverna o comunque uno spazio semi-chiuso, risiederebbero vari indizi su di noi e la nostra esistenza, presente o passata o futura, che sta a noi riconoscere, magari dopo una pratica prolungata dell’esperienza.

Esperienza che dovrebbe essere favorita dall’ascolto delle tracce sul cd allegato, che, come detto, contengono una meditazione guidata per raggiungere lo spazio sacro dentro al cuore.

Se devo essere sincero, tuttavia, tanto il testo quanto il cd non mi hanno soddisfatto appieno, forse perché da essi mi aspettavo molto, ritrovandomi invece con un libro sì interessante (a furia di leggere autori importanti, la mente di una persona si apre per forza :), ma non chiarissimo nei suoi aspetti applicativi (sono consigliati alcuni esercizi), e non molto sostanzioso nella sua parte discorsiva.

Insomma, ripeto: mi attendevo un poco di meglio.

In ogni caso, ho già comprato un altro libro di Melchizedek, ossia L’antico segreto del fiore della vita, per cui avrò presto un’altra occasione per giudicare Drunvalo Melchizedek, autore che comunque ritengo valido e dalla profonda spiritualità.

Fosco Del Nero

Occidente - Italo Cillo (spiritualità)

Quest’oggi presento un’altra conversazione audio tratta dal sito Miglioriamo.it, il portale di Italo Cillo dedicato al mondo del miglioramento personale (benessere, ricchezza e saggezza).

Tale file, come tutti gli altri, è scaricabile dal sito gratuitamente, ma, a differenza degli altri, presenta una particolarità: difatti, Italo Cillo non si limita a intervistare, come di solito, ma è egli stesso il protagonista del discorso.

Discorso che porta il titolo di Occidente, e si riferisce in sostanza al contrasto tra le due macroculture e macroaree: Occidente e Oriente.

In particolare, la questione verte su come il tipico uomo occidentale, molto lontano dalla spiritualità orientale, possa usufruire dei doni dell’Oriente, meditazione in primis, magari adattandoli alla vita e alla cultura occidentale.

Cultura occidentale che si è mostrata assai restia alla penetrazione delle tecniche orientali, come per l’appunto meditazione e yoga, soprattutto a causa di due resistenza: la religione cristiana e la medicina-psicoterapia.

Laddove entrambe, cristianesimo e medicina “ufficiale”, sono fattori limitanti per lo sviluppo personale dell’individuo, in quanto demandano la sua vita a un fattore di responsabilità esterno, di tipo dogmatico o medico che sia, mentre il singolo individuo dovrebbe prendersi cura da sé della sua persona, che sia dal punto di vista fisico o da quello spirituale.

Da precisare inoltre che religiosità e spiritualità sono due cose differenti: la prima è osservanza dei dogmi (e ogni religione ha i suoi, segni che di assoluto non c’è nulla), mentre la seconda è contatto con il divino e con l’essenza della creazione.

Italo Cillo prosegue poi caldeggiando la pratica della meditazione, fattore di sviluppo assai importante, sottolineando poi che le esperienze spirituali, alle quali essa porta, trascendono l’intelletto, che è posto su un altro piano.

L’ultima parte del file è dedicata alla differenziazione le varie dimensioni della realizzazione:
- dimensione del valore,
- dimensione dell’affetto,
- dimensione della chiarezza mentale,
- dimensione dell’attività-lavoro,
- dimensione dell’appagamento.

Ad essere onesto, non è la migliore conferenza che abbia sentito, sia tratta da Miglioriamo.it sia in generale, e anzi l’ho trovata poco utile… pur trovandomi, voglio precisarlo, d’accordo con Cillo sull’importanza della crescita personale e sull’importanza di strumenti quali la meditazione (che ho iniziato a praticare da poco, come ora inizierò a provare lo yoga).

Tuttavia, magari il file potrebbe interessare a chi volesse affrontare il discorso in via introduttiva.

Fosco Del Nero

Allenamento mentale per gli sportivi - Ted Garratt (pnl)

Titolo: Allenamento mentale per gli sportivi (Sporting excellence).
Autore: Ted Garratt.
Argomenti: pnl, sport, mente, autostima.
Editore: Nlp Italy.
Anno: 2003.
Voto: 7.
Dove lo trovi: qui.


Quest’oggi presento un libro da uno dei più importanti ricercatori mondiali di pnl: Ted Garratt.

Il libro in questione è Allenamento mentale per gli sportivi, che illustra da sé il fatto che la programmazione neurolinguistica sia dunque declinata e applicata al settore dello sport e delle performance sportive.

La domanda di partenza è semplice, ma importante: come posso ottenere performance sportive ottimali?
Domanda cara a molte persone: non solo a coloro che si guadagnano da vivere con lo sport, ma in generale a tutti coloro che lo applicano, sia in modo agonistico (come me :) che per puro piacere personale.

La risposta che fornisce Ted Garratt coinvolge le più note tecniche ed esercizi di pnl, applicati come detto al settore dello sport.

Si parte dunque dalle sottomodalità e si va alle ancore, passando per lo stato ideale, per la pre-esecuzione mentale dell’evento, per lo swish-scozzata, per le convinzioni, per la motivazione… e ancora per le affermazioni, per gli obiettivi, per la visualizzazione mentale dei miglioramenti…

Insomma, in duecento pagine di testo si alternano teoria, ma soprattutto pratica, con esercizi e domande e attività pragmatiche e immediatamente operative.

Da precisare che il manuale, che porta la prefazione di Beppe Signori e il commento entusiastico di molti atleti di svariate discipline, si propone proprio come strumento operativo e migliorativo per il maggior numero di persone, non necessariamente esperte di pnl.
Per utilizzarlo, dunque, non è necessario un pratictioner con Richard Bandler, e se è per questo nemmeno saper fare esercizi con le sottomodalità o la timeline, ma semplicemente avere voglia di provare gli esercizi con una buona continuità.

D’altronde, molti studi mostrano come l’eseguire esercizi mentali porti risultati spesso superiori all’eseguire quelli fisici “reali”.
Unendo le due componenti, dunque, dovrebbe ottenersi l’ottimizzazione della performance.

Manuale utile per chi pratica sport, per chi fa l’allenatore o il trainer atletico o, semplicemente, per chi vuole saperne di più della pnl applicata allo sport.

Fosco Del Nero

Bioelettronica - Gianfranco Franceschi (salute)

Quest’oggi riporto un’altra conversazione in ambito sviluppo personale tratta dal sito Miglioriamo.it, portale gestito da Italo Cillo.
Il settore è quello del benessere fisico e della salute, e in particolare l’argomento è la bioelettronica, con Cillo che intervista a riguardo il professor Gianfranco Franceschi.

Prima di ascoltare tale conferenza, non avevo mai sentito parlare di bioelettronica, e suppongo che si possa dire la medesima cosa di molte persone.
Dunque, come prima cosa diciamo di cosa si tratta: si tratta di un metodo di indagine sulla salute che prende in esame dei parametri ben specifici per studiare il terreno biologico dell’individuo ed eventualmente proporre delle cure.

Pur trattandosi di una disciplina relativamente recente (la nascita si assesta al 1920, anche se la sua diffusione è proprio dell’ultimo periodo) e ancora, come peraltro sempre capita per le cose nuove, non ancora accettata da tutti, la bioelettronica sta acquisendo popolarità e importanza, tanto da essere riconosciuta dalle medicine ufficiali di molti stati.

Essa effettua le sue misurazioni principalmente su sangue, saliva e urina, oltre che su fattori secondari.
Il tutto, dice Franceschi, è incontrovertibile, posto che non si fa altro che misurare dei dati scientifici, e in particolare:
- p.h.
- r.h.2
- p.o.

Ognuno di tali parametri, per ospitare la vita, deve essere contenuto tra alcuni estremi, e lo scopo della biolettronica è proprio quello di saggiare i valori rispetto alle distanze estreme e, nel caso, se sbilanciati riportarli all’equilibrio centrale.

Il professor Franceschi, peraltro, precisa che le analisi della bioelettronica evidenziano valori squilibrati che tuttavia non hanno ancora dato luogo al sintomo fisico, possedendo dunque un grande valore predittivo (e fin da bambino ho sempre sentito che “prevenire è meglio che curare” :).

Da tali parametri dunque si evince sia il quadro di salute generale della persona, sia le eventuali problematiche di ogni organo… una cosa mica da poco, dunque…

Uno degli assunti di partenza della bioelettronica è che “il terreno è tutto, il microbo è nulla”, intendendo con ciò il fatto che ciò che conta è proprio il terreno biologico della persona, laddove le malattie attaccano solo le cellule danneggiate, e non quelle sane.
E, a proposito delle cellule, nel nostro corpo ne abbiamo circa 60 trilioni, mentre ogni singolo secondo ne cambiamo 30 milioni (!): dunque in poco tempo il nostro corpo letteralmente è nuovo di zecca… il che ci dovrebbe far chiedere come mai certe persone “conservano” determinate malattie per anni e per decenni.

La risposta ce la dà Gianfranco Franceschi: stato fisico e stato emotivo sono due lati della stessa medaglia, e noi, come esseri viventi, siamo la somma di quello che mangiamo (ciò che mettiamo nel corpo) e di quello che pensiamo (ciò che mettiamo nella mente).
Il corollario è che, per citare le parole esatte: “la malattia è la forma e il nome dell’infelicità”.

Franceschi conclude poi la conversazione parlando di onde elettromagnetiche (se vi interessa, ne ha parlato specificatamente Aldo Mauro Bottura), del contatto con la natura, delle pratiche psicofisiche come meditazione, rilassamento, yoga, chi kong, etc.

Una conversazione estremamente interessante, uno dei migliori file audio di crescita personale che abbia sentito finora.

Fosco Del Nero

Altra conversazione audio scaricata gratuitamente dal sito Miglioriamo.it, portale diretto da Italo Cillo e dedicato alo sviluppo personale in senso lato (salute, ricchezza, spiritualità): stavolta Cillo intervista Roberto Re, uno dei più importanti trainer di programmazione neurolinguistica italiani, spesso considerato l’Anthony Robbins dello stivale.

Il dialogo tra i due porta il nome di Smettila di incasinarti, che poi è anche il titolo del libro scritto dallo stesso Roberto Re.

Il punto di partenza della conversazione verte sul concetto di obiettivi; qua Roberto Re va un po’ controcorrente: difatti, mentre molti coach battono molto sul fatto di avere degli obiettivi chiari e precisi, il trainer di pnl afferma che è sì importante avere una direzione generale, ma che non bisogna condizionare la propria felicità al raggiungimento di un certo obiettivo.

Il secondo concetto proposto è legato alla zona di comfort: Re afferma che è importante far diventare comfort ciò che per il momento non lo è, dunque sfidando se stessi e sapendo convivere con l’insicurezza, l’unico modo per imparare e per crescere come persone.

Altro punto basilare: l’azione, laddove essa è definita come l’elemento che nella vita fa la differenza, mentre la sola conoscenza non porta da nessuna parte (o comunque porta molto meno lontano di dove si sarebbe arrivati unendo la pratica alla teoria).

L’azione, dice ancora Roberto Re, è meglio che sia focalizzata su un obiettivo per volta: molto più facile dunque migliorare quanto l’attenzione è posta su una sola area di miglioramento alla volta, e non quando è dispersa in mille cose… parole sante…

Il focus dunque è letteralmente fondamentale: ciò su cui ci focalizziamo diventa la nostra realtà, dice il coach… col concetto che sa al contempo di pnl, di legge di attrazione, di principio huna, di meditazione, etc…

La conversazione si chiude poi con due concetti molto belli.
Il primo è che, quando ci si impegna non solo per se stessi ma anche per altri, spesso ci si dà più da fare, perché ci si sente maggiormente responsabilizzati.

Il secondo, concetto bellissimo, è che lo stato umano naturale è la felicità: per i bambini l’eccezione è la tristezza, mentre per gli adulti è il contrario… fatto che dovrebbe farsi riflettere almeno un poco…

In definitiva, una bella conferenza audio, con un nome di spicco del miglioramento personale italiano e con dei concetti importanti.
E, io lo ripeto sempre… come sarebbe la nostra vita se alimentassimo la nostra mente solo con idee positive e stimolanti?

Fosco Del Nero